Tim Burton: quando il Gotico ci affascina e ci induce alla riflessione

Tim Burton: quando il Gotico ci affascina e ci induce alla riflessione

RUBRICHE - Scrittore di fama mondiale, è acclamato dalla critica e gode di grande notorietà soprattutto grazie ai suoi personaggi "stravaganti". Torna l'appuntamento con Vanessa Carnevale e la sua rubrica: Centrifuga(M)ente Vanessa

<strong>Vanessa Carnevale</strong>
Vanessa Carnevale

“Metti da parte il libro, la tradizione, l'autorità, e prendi la strada per scoprire te stesso.”
Jiddu Krishnamurti

Tim Burton, regista cinematografico e scrittore di fama mondiale, è acclamato dalla critica e gode di grande notorietà soprattutto grazie ai suoi personaggi: strani, bizzarri, dal comportamento antitetico, ma pur sempre emblemi di tematiche importanti quali la diversità, l’emarginazione e la solitudine. Come dimenticare Johnny Depp nei panni di Edward mani di forbice? Ragazzo isolato ed emarginato dalla società, considerato “diverso-anormale” e, per questo, privato dei piaceri della vita quali l’amicizia, le cure genitoriali e l’amore di una compagna.

Eppure, nonostante la stragrande maggioranza delle persone lo disprezzasse, ecco che arriva la ragazza che impara ad amarlo, che si lascia amare da lui, che distrugge quella barriera della diversità e che incarna tutte quelle persone di animo nobile che non lasciano indietro nessuno, che sanno che siamo tutti uguali, che hanno coltivato e sviluppato nella vita l’arte della gentilezza.

Oppure (sempre Depp) nei panni del barbiere killer Sweeney Todd che terrorizzò la Londra vittoriana: da un lato troviamo il puritanesimo (occultamento dei desideri più intimi, privazione dei piaceri sessuali, repressione in ogni sua forma) e dall’altro l’essere umano che, per sua natura, è nato libero e cerca continuamente di possedere e cibarsi delle sue emozioni, nonostante i vari vincoli. Si arriva quindi al Black Umor e lo stesso Todd ne diventa simbolo, stuzzicando tabù e desideri proibiti e che ci permette, grazie al suo umorismo, di confessare il piacere ed il fascino che infondono in noi la paura, le tenebre, il macabro: il nostro inconscio si libera e si lascia portare per mano!

Per ultimo, altra figura interessante è quella interpretata dalla divina Amy Adams in Big Eyes:  Margaret Keane, pittrice di notevole talento, è costretta a nascondere la propria identità artistica in favore del marito Walter, causa il rigido sistema patriarcale vigente all’epoca. Tim Burton porta sulla scena la figura di questa donna senza possibilità di espressione e privata della sua stessa personalità, allo scopo di indurre la società a riflettere su sé stessa, a capire la cattiveria e il maschilismo che l’hanno accompagnata per troppo tempo e che, tutt’oggi, ancora pullulano nell’aria.

Dal canto mio amo questi personaggi stravaganti, amo Burton a 360 gradi, amo la realtà ed i temi che ad essa sono legati. Sono dell’idea che la normalità sia troppo scontata, che le figurine siano tremendamente noiose e che la personalità intrigante e fuori dagli schemi batta di gran lunga la monotonia di molti. Il diverso esiste solo negli occhi di chi guarda, anzi, spesso è un lusso che il soporifero di turno non può concedersi.





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