RUBRICHE - Eravate a conoscenza di questa innovazione che sta coinvolgendo questo settore? Come pensate che evolverà, negli anni, il concetto di uguaglianza? Fatelo sapere a Vanessa Carnevale, la sua rubrica tornerà, puntuale, nel 2022. Buone feste!


di Vanessa Carnevale
"Possiamo fare tutti, nel nostro piccolo, qualcosa". Questa è una delle tante frasi che ripeto a me stessa da 22 anni a questa parte, soprattutto quando mi imbatto in discorsi/ situazioni spiacevoli che tendono a dissuadermi e a farmi sentire impotente nelle mie battaglie contro gli stereotipi.
Purtroppo sono ancora troppe le persone che fanno uso del termine “diverso”, che giudicano in malo modo individui che (a parer loro) si discostano, vuoi per ideologie, etnie, orientamento sessuale, ,menomazioni o ideali di bellezza platonici, dal prototipo di “soggetto normale”, inculcato nella loro testa. Questo genera inevitabilmente tristezza, sconforto ed isolamento da parte della vittima, oltre che un senso erroneo di disprezzo e attribuzione della colpa a sé stessi, ed al proprio aspetto,per essere caduti in tale situazione;
C’è chi si sente legittimato a definire una ragazza robusta “balena”, a criticare una persona eccessivamente magra attribuendole l’appellativo idiota di “sottiletta/scheletro”, a definire una ragazza col seno poco prosperoso“piatta “, uomini con il fallo piccolo “poco virili”, “cesse” le ragazze con l’acne, “bambini speciali” coloro che hanno dei problemi fisici o delle difficoltà dal punto di vista intellettivo, “handicappati o porelli” persone che, vuoi per infortunio o per fattori biologici, sono nati con una malformazione/ menomazione.
Non ho mai capito veramente cosa spinga questi individui a far uso di questa cattiveria gratuita, quale sia il reale beneficio nell’arrecare a qualcuno tali offese, cosa li faccia sentire idonei a giudicare negativamente un altro essere umano…forse l’ignoranza? Si , evidentemente è proprio l’ignoranza a guida delle loro azioni. Eppure qualcosa si sta muovendo, in molti/e hanno iniziato a ribellarsi, a far sentire la propria voce, ad inveire contro determinate situazioni!
Oggi vorrei condividere con voi una parte di un articolo (a parer mio stupendo) sulle Barbie, scritto da Giovanna Gallo per la rivista Cosmopolitan: “Il progetto della Mattel da 5 anni a questa parte è quello di lanciare bambole che rappresentino più bambini possibile: per questo ha coinvolto nella sua campagna anche Bebe Vio che in versione Barbie ha invece gridato a gran voce che tutto è possibile e che per superare il dream gap, ovvero l'idea di non poter diventare quello che vuoi che spunta nelle bambine intorno ai 5 anni, basta credere in ciò che si è e nelle proprie possibilità.
Tra le collezioni, quella che si ispira alle grandi donne della nostra epoca è un'altra chicca alla quale non si può rinunciare: rappresenta attiviste, astronaute e altre donne eccezionali come la nostra Samantha Cristoforetti.La Barbie con vitiligine è uno dei grandi esempi di questo percorso di Barbie che esplode nel 2020: per realizzarla gli esperti della Mattel hanno collaborato con dei dermatologi così da darne una rappresentazione il più accurata possibile.

C'è la Barbie in carrozzina per parlare alle bambine con disabilità e quella senza capelli per la bambina che per un certo periodo sta subendo la perdita dei suoi. E nel 2019 sono spuntate anche le Barbie con disabilità permanenti e protesi artificiali create con l'aiuto di Jordan Reeves, la dodicenne che vuole creare nuove soluzioni fantasiose per i bambini con disabilità. La Barbie Fashionistas di quest'anno ha una carnagione più scura e un arto artificiale gold, un modo per mantenere il glam che circonda da sempre l'icona Barbie senza sacrificare il progetto di rivolgersi a tutte, ma proprio tutte, le bambine del mondo.”
Articolo precedente
Dopo l'opera lirica un altro gande spettacolo al "Manzoni"Articolo successivo
Covid, Salera in isolamento: salta la conferenza di fine anno