Stellantis Cassino: problemi con l'ibrido, slitta Stelvio. Si prolunga l'agonia degli operai

Economia - Le stime variano, ma nessuna infonde tranquillità. Se si riuscissero ad adattare le linee esistenti, pur con fatica, potrebbero bastare "solo" qualche mese. Ma se gli adattamenti dovessero rivelarsi impossibili o troppo complessi da implementare sulle attuali infrastrutture, lo scenario si farebbe drammatico. Tutti i dettagli

Stellantis Cassino:  problemi con l'ibrido, slitta Stelvio. Si prolunga l'agonia degli operai
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 27-06-2025 11:07 - Tempo di lettura 2 minuti

Difficile poter sviluppare modelli ibridi sull'attuale piattaforma dello stabilimento Stellantis di Cassino: i nuovi modelli rischiano di slittare, prolungando l'agonia degli operai non solo per il secondo semestre del 2025 ma anche per tutto il 2026. Un'incertezza pesante come un macigno grava sulla fabbrica di viale Umberto Agnelli dove le speranze di una rinascita legata al nuovo Alfa Romeo Stelvio si stanno via via affievolendo. trasformandosi in una desolante attesa.

L'ottimismo che aveva accompagnato l'annuncio dei nuovi modelli, basati sull'innovativa piattaforma STLA-Large, da immettere sul mercato nei primi mesi del 2026, si è scontrato con una realtà ben più complessa. Questa architettura, pensata e progettata per veicoli full electric, starebbe infatti mostrando evidenti difficoltà nell'essere adattata all'integrazione di motorizzazioni ibride. E proprio l'ibrido, in questo momento, è l'unica vera soluzione che il mercato europeo e globale sta premiando

Il condizionale è d'obbligo, perché ancora non c'è il marchio dell'ufficialità, ma appare ormai abbastanza certo che la produzione del nuovo Stelvio, la vera ancora di salvezza per Cassino, non inizierà in autunno con l'obiettivo di commercializzare l'auto nel 2026, così come previsto in un primo momento.

Questo slittamento, dettato da ostacoli tecnici che appaiono sempre più insormontabili nel breve periodo, proietta lo stabilimento in un limbo preoccupante. Quanto tempo ci vorrà? Le stime variano, ma nessuna infonde tranquillità. Se si riuscissero ad adattare le linee esistenti, pur con fatica, potrebbero bastare "solo" qualche mese. Ma se gli adattamenti dovessero rivelarsi impossibili o troppo complessi da implementare sulle attuali infrastrutture, lo scenario si farebbe drammatico: significherebbe attendere almeno altri 18 mesi prima che il nuovo Stelvio possa entrare in produzione.

Per lo stabilimento di Cassino, questi ritardi non sono un semplice inconveniente, ma il prolungamento di un'agonia che dura da anni. Il 2024 si è chiuso con una produzione dimezzata, registrando un -50% rispetto all'anno precedente. E il 2025 non accenna a migliorare: nei primi cinque mesi, lo stabilimento ha lavorato solo per il 45% del tempo utile, ovvero appena 48 giorni su 98 a disposizione. Nel mese in corsi si è lavorato qualche giorno in più, ma i cancelli sono già pronti a richiudersi; l'annuncio di una nuova 'serrata' è atteso nelle prossime ore.

In fabbrica, il clima è di silenzio teso e scetticismo diffuso. Gli operai, ormai stremati da anni di incertezze, cassa integrazione e fermi produttivi, attendono risposte chiare. Tutti gli occhi sono puntati sul nuovo Amministratore Delegato di Alfa Romeo, Antonio Filosa, il cui intervento è atteso con ansia prima della pausa estiva di agosto. "Ci aspettiamo che dica con chiarezza se entro il 2026 potrà partire la produzione dei nuovi modelli ibridi, a partire dallo Stelvio, oppure se occorre una nuova piattaforma e andremo incontro ad anni ancora più difficili di quelli che stiamo vivendo", spiega il segretario provinciale diela Fim-Cisl Mirko Marsella, esprimendo la preoccupazione per una situazione che non ammette più mezze misure.

L'incontro tra Filosa e i rappresentanti dei lavoratori si fa dunque carico di attesa: se dovesse essere confermato un nuovo piano, con tempi di 18-24 mesi, si aprirà una fase davvero complicata da gestire per gli operai e per tutte le fabbriche della componentistica dal momento che sulle linee, ad eccezione del Grecale full electric in produzione dal 2021, ci sono i vecchi modelli di Giulia e Stelvio che hanno ormai vita abbastanza lunga: rispettivamente dieci anni e sette anni.

E intanto, a proposito di indotto, un vertice sulla vertenza Trasnova è già stato convocato al Mimit per il 3 luglio: bisognerà trovare una soluzione per gli operai della società che non vedrà rinnovarsi l'appalto per il servizio di spostamento auto nei piazzali nel 2026, un anno che, a quanto pare, non sarà di rinascita. Ma di agonia.
 





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