Politica - Sulla vicenda della mancata iscrizione della squadra al campionato di Serie B è intervenuta Tiziana Stavole, Commissario cittadino di Noi Moderati. Per l'esponente di centrodestra, Il mancato accesso al bando ministeriale da 10 milioni di euro, destinati anche al finanziamento del Palazzetto, è stato causato dall'assenza "del progetto di partenariato pubblico - privato che l’amministrazione avrebbe dovuto presentare"
La mancata iscrizione della Virtus Cassino al campionato di Serie B continua a tenere banco nella politica cittadina cassinate. Sul tema è intervenuta Tiziana Stavole, Commissario cittadino di Noi Moderati.
"In merito al rammarico - dichiara Stavole - espresso dalla Virtus Cassino per la mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie B Nazionale e alle successive dichiarazioni del sindaco Enzo Salera, è doveroso fare chiarezza. Siamo tutti rammaricati per quanto accaduto. Ma non è accettabile assistere, ancora una volta, al tentativo di scaricare responsabilità da parte di chi, invece, avrebbe potuto - e dovuto - fare molto di più".
Stavole ha poi aggiunto: "Il sindaco dimentica - o fa finta di dimenticare - che proprio lui, sin dalla campagna elettorale del 2019, ha sbandierato pubblicamente la realizzazione di una “Cittadella dello Sport”, vantando una cordata di investitori pronti a finanziare un progetto da 50 milioni di euro. Un progetto che avrebbe garantito, tra l’altro, la costruzione di un palazzetto omologabile per il basket professionistico. Quel palazzetto che oggi sembra un privilegio eccezionale, in realtà rappresenta una dotazione minima per una città delle dimensioni e delle ambizioni di Cassino".
"Eppure - ricorda - a cinque anni di distanza, di quella promessa resta solo l’eco sui palchi elettorali. Nessun progetto portato a termine, nessun investimento attivato, nessun risultato concreto".
"Se oggi - incalza Stavole - non si è potuto accedere nemmeno al bando ministeriale per il finanziamento dell’area sportiva della Casilina Sud – 10 milioni di euro – è anche perché mancava proprio quel progetto di partenariato pubblico - privato che l’amministrazione avrebbe dovuto presentare. Mancava la volontà politica, mancava la visione".
"Comprendiamo - prosegue - l’amarezza dei tifosi, degli atleti, delle famiglie. Ma non possiamo accettare che il sindaco cerchi di depistare, ancora una volta, ruoli e responsabilità. La verità è che quella maggioranza di cittadini che lo ha votato e rivotato, oggi si rende conto - in buona fede - di aver preso una grossa cantonata.
"Lo sport non si governa con le chiacchiere. Si sostiene con i fatti. E Cassino, oggi, è rimasta a guardare" ha concluso il Commissario cittadino di Noi Moderati.
L.P.
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