Cronaca - Il racconto di Marco Iannattone, il 33enne di Caira aggredito venerdì sera nella sua abitazione dove aveva fatto ritorno per prendere lo zaino e andare a lavoro per il turno notturno: "Mi hanno messo una fune intorno al collo e hanno cercato di strangolarmi, poi ho sparato"
Rientra in casa e si ritrova davanti quattro uomini incappucciati che prima tentano di strozzarlo e poi lo feriscono con un coltello. Una sera che doveva essere come tante si è trasformata in un incubo per Marco lannattone, 33 anni, residente a Caira, popolosa frazione di Cassino.
L'operaio, rientrato nella sua abitazione per prendere lo zaino prima di andare a lavoro, si è ritrovato faccia a faccia con quattro uomini incappucciati. Il furto si è trasformato in una violenta rapina, con i malviventi che hanno tentato di strangolarlo e lo hanno ferito con un coltello.
La vicenda, che ha scosso non solo la frazione di Caira ma l'intera città di Cassino è avvenuta venerdì sera. Il paese è in festa per l'edizione del Gonfalone: venerdì sera tutte le contrade di Caira erano in piazza e si stavano preparando alle gare per l'appuntamento estivo che è una tradizione molto sentita nel quartiere della città martire che ha preso il via ieri, 26 luglio, e che animerà il quartiere fino a domenica 3 agosto.
Anche Marco aveva trascorso la serata fuori casa, poi però è rientrato per andare a prendere lo zaino e per prepararsi al suo turno di lavoro notturno in una fabbrica di Villa Santa Lucia che sarebbe iniziato alle 22. Il giovane di Caira lavora infatti come operai alla Star Trading, azienda del cassinate che si occupa di produzione e lavorazione di materie plastiche. Alle 21:30 dunque, è rientrato nella sua casa dove vive con i genitori, ma non sapeva di essere atteso da un gruppo di malviventi e che avrebbe trascorso la notte in ospedale, e non in fabbrica. Una volta dentro, infatti, si è ritrovato davanti quattro uomini incappucciati che stavano rovistando tra le sue cose.
"Ero rientrato per prendere il mio zaino e andare al lavoro, ma una volta in casa mi sono trovato davanti quattro uomini incappucciati ha raccontato Marco ieri, raggiunto telefonicamente e con la voce ancora segnata dal trauma. "Neanche il tempo di chiamare i soccorsi - racconta - che mi hanno messo una fune intorno al collo e hanno cercato di strangolarmi. Ho avuto molta paura, ma non mi sono arreso e sono riuscito a liberarmi".
A quel punto è nata una violenta colluttazione che poteva avere conseguenze anche più gravi. A ripercorrere quei momenti è sempre il protagonista, Marco lannattone, che rivela: "Mentre due dei quattro aggressori fuggivano, io sono rimasto colpito da uno degli altri due con un'arma da taglio".
Ferito, ha cercato disperatamente di mettersi in salvo e di spaventare i criminali. Senza comunque arrendersi, tutt'altro. È infatti salito al primo piano, dove il padre custodisce una pistola. "Ho sparato in aria e a quel punto anche gli altri due sono quindi fuggiti via", spiega Marco. "La pistola? Non è la mia, è di mio padre: lui è un collezionista" spiega Marco per motivare la presenza dell'arma in casa.
L'esplosione dei colpi ha quindi messo in fuga anche gli ultimi due malviventi e ha scosso anche la tranquilla frazione: a quel punto è scattato l'allarme e sul posto in breve tempo sono arrivati i Carabinieri della Compagnia di Cassino e il personale sanitario del 118.
L'uomo, ferito all'addome e a un braccio, è stato trasportato all'ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove ha trascorso la notte. Dopo le prime cure e gli accertamenti, gli sono stati applicati ben 20 punti di sutura allo stomaco e 5 al braccio. Marco è stato dimesso nella tarda mattinata di ieri, con una prognosi di 10 giorni, ma il trauma psicologico resta.
Le indagini dei Carabinieri sono in corso per rintracciare la banda. Marco ha fornito un dettaglio importante che potrebbe aiutare gli investigatori: "Sono riuscito a togliere il passamontagna a uno di loro e non era italiano".
Una rivelazione che potrebbe indirizzare gli investigatori verso una banda di stranieri, forse già operativa nella zona. A conferma di questo, sempre il giovane operaio rivela di aver subito altri furti in passato, senza però che si sia mai arrivati ad un'aggressione così violenta.
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