Cronaca - Ieri si è svolto il primo sopralluogo tecnico nello stabile da cui non sembrano essere emersi danni strutturali al sito. I tempi per il rientro dei condomini non saranno però affatto brevi: da quanto trapela, l'ipotesi più ottimistica prevede che le famiglie possano tornare nelle proprie abitazioni entro la fine del 2025
Sono passate due settimane dall'esplosione che ha scosso via Zamosch, distruggendo un negozio di ricambi per moto e lasciando 17 famiglie di Cassino senza un tetto. Ma un barlume di speranza si riaccende: ieri mattina si è svolto il primo sopralluogo tecnico, con la presenza di Vigili del Fuoco, Carabinieri e dell'amministratore di condominio, che ha aperto la strada a un possibile e atteso dissequestro dell'immobile.
L'incontro tra le parti ha fornito le prime, concrete indicazioni sul futuro dello stabile. A seguito del sopralluogo è stata avviata la richiesta di dissequestro del palazzo, un passo necessario per poter iniziare le operazioni di bonifica e ripulitura dei locali. Solo dopo che l'area sarà messa in sicurezza, sarà possibile procedere con le indagini approfondite per stabilire l'agibilità definitiva dell'edificio.
La buona notizia, per quanto visiva e in attesa di conferme tecniche, è che a un primo esame non sembrerebbero esserci danni strutturali al palazzo. Vigili del Fuoco e tecnici hanno espresso un cauto ottimismo, specificando però che solo le indagini approfondite, che si svolgeranno dopo la bonifica, potranno dare un responso definitivo.
Nonostante questa apparente rassicurazione, i tempi per il rientro in casa delle famiglie sfollate non sembrano affatto brevi. Dalle voci che trapelano tra alcuni condomini, l'ipotesi più ottimistica prevede che le famiglie possano fare ritorno nelle proprie abitazioni entro la fine del 2025. C'è però anche chi teme che i lavori possano protrarsi fino al 2026. Questo perché, una volta ottenuta l'agibilità, l'intero stabile dovrà essere ritinteggiato e riportato a una condizione abitabile, cancellando i segni visibili dell'incendio che ancora deturpano la facciata.
Nel frattempo, la situazione delle 17 famiglie resta critica. Molte di loro si sono dovute arrangiare, trovando ospitalità presso parenti. Altre sono costrette a dormire in B&B, affrontando spese impreviste e pesanti. Per questo motivo, il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ha voluto agire con tempestività.
Il primo cittadino ha scritto una lettera al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e al prefetto di Frosinone, Ernesto Liguori, chiedendo un intervento concreto.
La richiesta è chiara: un sussidio ad hoc per sostenere economicamente le famiglie colpite, in modo da coprire le spese per l'alloggio temporaneo e affrontare questo periodo di grande incertezza con un po' più di serenità. L'esplosione ha infatti messo a dura prova non solo la stabilità delle abitazioni, ma anche quella economica e psicologica delle persone coinvolte, che ora attendono risposte e aiuti concreti per poter superare questa difficile prova.
Per questo motivo il sindaco ha chiesto esplicitamente lo stanziamento di un contributo economico per sostenere le esigenze e necessità dei condomini, sottolineando come queste rappresentino "un peso considerevole per le nostre risorse locali". Salera ha anche posto l'attenzione su aspetti legati alla sicurezza e al ripristino dell'area, ritenendo "fondamentale intervenire prontamente per garantire la sicurezza e il ripristino della zona".
L.P.
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