Politica - Nicola Ottaviani, deputato della Lega eletto nel collegio di Cassino, quindi con i voti del sud della Provincia, esulta per l'Alta Velocità nelle campagne della Ciociaria, alle porte di Roma. Alla faccia di chi l'ha votato! Il consigliere comunale Andrea Vizzaccaro: "Uno schiaffo che i cittadini non dimenticheranno"
C'è chi esulta per la "chiusura del cerchio" sulle grandi opere e chi, invece, si sente preso in giro. È la situazione che si respira nel Lazio meridionale dopo il tavolo tecnico al Ministero dei Trasporti, coordinato dall'On. Nicola Ottaviani. L'incontro, fortemente voluto dal vicepremier Matteo Salvini, ha dato il via libera alla realizzazione di una nuova stazione per l'Alta Velocità. Un'opera che, nelle parole di Ottaviani, è "paragonabile agli effetti economici e territoriali del ponte sullo Stretto di Messina". Eppure, la realtà è ben diversa, e la sua dichiarazione suona come una vera e propria beffa per il suo collegio elettorale.
Nicola Ottaviani, già sindaco di Frosinone e oggi deputato della Lega eletto nel collegio di Cassino, ha ottenuto i suoi voti proprio nel sud della provincia. Per questo, la sua enfasi per un'opera che sorgerà "alle porte del capoluogo", lontano da chi lo ha eletto, appare quantomeno paradossale. I pendolari e i cittadini del Cassinate, che da anni subiscono i disservizi della linea ferroviaria locale, non trarranno alcun beneficio diretto da questa nuova stazione.
"È paradossale che un deputato eletto nel nostro collegio esulti per una stazione AV distante decine di chilometri dal nostro territorio, dimenticando le vere priorità e le promesse fatte agli elettori", ha commentato Andrea Vizzaccaro, consigliere comunale di Cassino. "Questa infrastruttura servirà più a chi vive e lavora a ridosso di Roma che alla gente del Basso Lazio, lasciandoci ancora una volta in una posizione di marginalità e con i nostri pendolari costretti a subire disservizi quotidiani. È uno schiaffo a chi l'ha votato e a chi sperava in un reale sviluppo locale".
Il paragone con il Ponte sullo Stretto di Messina e l'Autostrada del Sole non regge. Mentre queste infrastrutture sono state pensate per collegare vaste aree e generare sviluppo diffuso, la nuova stazione AV rischia di creare una netta divisione. S
ervirà chi è già vicino alla Capitale, lasciando il Basso Lazio e i suoi problemi di mobilità inalterati. Invece di concentrarsi sulle reali esigenze del territorio, come il potenziamento delle linee locali e la risoluzione dei disagi dei pendolari, l'onorevole Ottaviani celebra un'opera che, nei fatti, rafforza la centralità romana a discapito delle aree periferiche.
L'accordo celebrato oggi non rappresenta la "chiusura del cerchio", ma l'ennesima dimostrazione di come le priorità politiche non sempre coincidano con le necessità dei cittadini. Per il Basso Lazio, il sogno di una mobilità efficiente e di un vero sviluppo infrastrutturale resta un miraggio, mentre la nuova stazione AV si configura, più che come un'opportunità, come un ennesimo tradimento politico.
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