Fumogeno e striscione: i corsisti del Tfa dell'Unicas sotto il segno di "Arduini Libero"

Cronaca - Ancora una manifestazione di solidarietà per il professore coinvolto nell'inchiesta "Luna Viola". Il messaggio degli studenti nel giorno delle lezioni è inequivocabile e fa seguito a quello dello scorso 31 marze sulle lavagne nelle aule del Campus. Intanto le indagini vanno avanti, si attendono sviluppi anche dalla commissione interna dell'Ateneo

Fumogeno e striscione: i corsisti del Tfa dell'Unicas sotto il segno di "Arduini Libero"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 09-11-2025 11:46 - Tempo di lettura 3 minuti

Non è passato inosservato il messaggio comparso ieri mattina davanti al Campus Folcara dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Mentre nell'Ateneo si svolgevano i corsi del Tfa di sostegno, uno striscione bianco con la scritta dipinta in rosso e blu, inequivocabile e a caratteri cubitali, recitava: "Arduini Libero”. Per rendere ancora più visibile il drappo, di fianco è stato acceso anche un fumogeno. Difficile, dunque, non accorgersi di quanto accaduto dinanzi ai cancelli dell’Unicas: l’immagine, subito immortalata dagli smartphone dei passanti, in pochi minuti si è diffusa nelle chat degli studenti, ma non solo.

È questa l'ultima e forse più clamorosa manifestazione dell'affetto che i corsisti del Tfa di sostegno non hanno mai fatto mancare al professor Giovanni Arduini, coinvolto insieme alla moglie, la professoressa Diletta Chiusaroli, al responsabile delle risorse umane dell’ateneo Massimiliano Mignanelli, al titolare della scuola privata di Sora Giancarlo Baglione e ad altri indagati, nella complessa inchiesta "Luna Viola" che da gennaio di quest’anno ha scosso l'Università di Cassino.

Il gesto di ieri mattina non è un caso isolato. Rappresenta la continuità di un sentimento di stima che sembra profondamente radicato tra le migliaia di aspiranti docenti di sostegno. L'affetto e la vicinanza nei confronti del docente, infatti, sono stati palpabili sin dai momenti più difficili dell'inchiesta, quando, lo scorso gennaio, i docenti Arduini e Chiusaroli furono posti agli arresti domiciliari.

La fede nella sua innocenza è stata manifestata pubblicamente già lo scorso 31 marzo, quando, durante una delle sessioni di lezione del Tfa, su una lavagna del Campus Folcara comparve un messaggio simile. Anche quella foto in pochi minuti fece il giro delle chat, dimostrando come tanti studenti erano e sono pronti a scommettere sulla non colpevolezza del professore, benvoluto da tutti.

Un segnale chiaro era arrivato anche 48 ore dopo l'esecuzione degli arresti, quando il Magnifico Rettore, Prof. Marco Dell'Isola, parlando ai corsisti, aveva fatto un esplicito riferimento al prof. Arduini: “Voi - disse agli aspiranti docenti di sostegno - avete conosciuto l’umanità della persona e questo fa ancora più male”. L’intera aula riservò un caloroso applauso, a testimonianza del profondo legame umano che si era creato nonostante le gravi accuse.

L'Università, dal canto suo, ha mantenuto una linea istituzionale di rigore e dolore. In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, il Magnifico aveva ribadito: "Essere addolorati per una ferita al corpo docente e non docente non significa essere sempre e comunque solidali, soprattutto se si tradisce la propria missione. Né significa accettare acriticamente comportamenti deprecabili o, ancor peggio, azioni illecite. L'Università è sempre parte lesa, anche laddove solo uno dei suoi membri compie azioni che ne danneggiano l'immagine e ne compromettono la legittimità dei processi amministrativi".

Intanto, però, gli sviluppi giudiziari hanno recentemente restituito ad Arduini e Chiusaroli un ritorno alla normalità. Per i due docenti, così come per gli altri coinvolti Mignanelli e Baglione, tutte le misure cautelari sono state revocate e, poche settimane fa, è stata annullata anche l’interdizione ai pubblici uffici: i professori, infatti, possono tornare in Ateneo, sebbene non più come responsabili del Tfa. Per loro, come per gli altri indagati, resta il rischio del processo che dovrà fare davvero chiarezza sulle gravi accuse di corruzione emerse dall'indagine della Guardia di Finanza.

Nel frattempo, l'Unicas ha agito anche sul fronte interno, nominando, lo scorso 29 gennaio, una commissione d'inchiesta composta da esperti esterni: il Prof. Alfredo Contieri (docente di diritto amministrativo alla Federico II di Napoli) e la Prof.ssa Maria Rita Mastrullo (docente di Fisica Tecnica Meccanica, sempre della Federico II). Tuttavia, a distanza di circa nove mesi, da tale commissione non è ancora emerso nulla di ufficiale in merito agli esiti della loro valutazione sulla correttezza delle procedure concorsuali per il Tfa.





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