A scuola con la pistola giocattolo, la punta alla testa del prof. Attimi di terrore a Cervaro

Cronaca - In questi minuti, decine di mamme si sono radunate fuori dai cancelli dell'istituto, spaventate ed esauste, chiedendo risposte immediate. Carabinieri e ambulanze sul posto

A scuola con la pistola giocattolo, la punta alla testa del prof. Attimi di terrore a Cervaro
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 28-11-2025 10:29 - Tempo di lettura 2 minuti

L’escalation di tensione che da mesi attanaglia la scuola media di Cervaro ha raggiunto questa mattina un punto di non ritorno. Un ragazzino di prima media si è presentato in classe armato di una pistola, rivelatasi poi un giocattolo, scatenando il panico tra compagni e personale scolastico. Un gesto che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo da tempo: in questi minuti, decine di mamme si sono radunate fuori dai cancelli dell'istituto, spaventate ed esauste, chiedendo risposte immediate.

L’allarme è scattato all'ingresso, quando il giovane studente ha mostrato l'arma. Nonostante si trattasse di una riproduzione, l'impatto psicologico su una comunità scolastica già fragile è stato devastante. Ma quanto accaduto oggi è solo l’ultimo capitolo di un "bollettino di guerra" che va avanti dall'inizio dell'anno scolastico, tra un viavai continuo di ambulanze, Carabinieri e Polizia Locale.

Il clima era già pesantissimo. Solo pochi giorni fa, proprio nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la violenza si è materializzata davanti alla scuola. Un'assistente dei servizi sociali è stata brutalmente aggredita: ciocche di capelli strappate e urla di dolore, prima della corsa in ospedale. A salvarla dal peggio è stato l'intervento coraggioso di un passante anziano, che non si è voltato dall'altra parte. Un episodio gravissimo che ha fatto da cornice a una situazione interna ormai fuori controllo.

Il protagonista di questa spirale è un minore che sembra refrattario a qualsiasi autorità. Le cronache interne all'istituto raccontano di mesi difficili: insulti a compagni e docenti, sputi, aggressioni fisiche che hanno già portato a una sospensione, rivelatasi però inefficace. Al rientro in classe, la situazione è addirittura peggiorata con minacce di stampo digitale: foto scattate alle compagne di classe a loro insaputa, accompagnate dalla minaccia di creare falsi fotomontaggi pornografici (revenge porn) tramite apposite App. Un clima di terrore psicologico che aveva già spinto molti genitori, nei giorni scorsi, a tenere i figli a casa per protesta.

Oggi, con la pistola giocattolo, la misura è colma.  "La situazione è ingestibile, i nostri figli hanno paura ad entrare in classe. Chi li tutela?". La domanda, drammatica, resta sospesa davanti ai cancelli di una scuola che, invece di essere luogo di formazione, è diventata teatro di cronaca nera.





Articoli Correlati


cookie