Politica - La consigliera comunale Maria Rita Petrillo: "Un segnale importante in un ambito tradizionalmente di settore. Le priorità sono chiarezza, dati, programmazione e coordinamento istituzionale per la sicurezza e la salute pubblica"
«Ringrazio il Consiglio Comunale per il voto unanime, che interpreto come un mandato chiaro: portare nell’ATC una presenza istituzionale stabile, capace di collegare la gestione faunistica alle esigenze reali del nostro territorio – agricoltura, sicurezza, tutela della salute pubblica e trasparenza – con un metodo serio e di collaborazione»
La nomina si inserisce in un contesto in cui il territorio è chiamato a gestire in modo sempre più integrato le ricadute della fauna selvatica – in particolare la presenza crescente di cinghiali – e gli effetti su colture, viabilità, sicurezza stradale e qualità della vita nei centri abitati e nelle aree rurali.
L’ATC, oggi, non può essere letto solo come un organismo legato all’attività venatoria: è anche uno snodo operativo in cui si intrecciano controllo faunistico, prevenzione sanitaria, dialogo con il mondo agricolo e rapporto con le comunità locali.
«Serve un approccio moderno: dati, programmazione, tracciabilità delle azioni, confronto costante con agricoltori e cittadini. E serve tenere alta l’attenzione sugli aspetti sanitari: dalle conseguenze della pressione faunistica fino ai temi di prevenzione e sorveglianza, come la Peste Suina Africana e la West Nile, che richiedono responsabilità istituzionale e coordinamento», aggiunge Petrillo.
Tra gli obiettivi indicati dalla consigliera: rafforzare la trasparenza nelle attività dell’ATC e la comunicazione con il territorio, promuovere un’interlocuzione strutturata con i Comuni dell’area e con le categorie produttive, sostenere interventi che riducano i danni alle aziende agricole e contribuiscano a una gestione efficace del rischio lungo le strade e nelle zone periurbane.
Infine, Petrillo sottolinea anche il valore simbolico della nomina: «È un segnale importante che una donna possa rappresentare il Comune in un ambito tradizionalmente percepito come “di settore”. È una responsabilità che intendo esercitare con competenza, ascolto e spirito di servizio, nel rispetto delle regole e nell’interesse collettivo».
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