Cronaca - La linea Roma-Cassino e il calvario dei pendolari sono il sintomo di una classe politica assente. La critica si sposta dal Ministro ai rappresentanti locali: "Il problema non è la colpa, ma l'assenza di chi dovrebbe tutelare il territorio, pretendere risposte e fare pressione su RFI e Regione"
L'articolo pubblicato nei giorni scorsi su queste colonne racconta con realismo e ironia amara il calvario quotidiano dei pendolari della Roma–Cassino: ritardi, scomparse improvvise di convogli, annunci surreali e una routine che di normale non ha più nulla. (LEGGI QUI: Caro Babbo Natale, vorrei solo un Regionale)
È un racconto vivido, autentico, che dà voce a un disagio che migliaia di cittadini vivono ogni giorno. Ma proprio perché quel racconto è vero, necessario e condivisibile, diventa inevitabile fare un passo in più. Perché qui non siamo di fronte soltanto a treni in ritardo: siamo di fronte a un territorio che non ha più chi lo difende.
Si può continuare all’infinito a discutere se la colpa dei disagi ferroviari sia del Ministro, della Regione, di Rete Ferroviaria Italiana o di un destino cinico e baro che ogni mattina si diverte a fermare i treni nel punto sbagliato. È una polemica circolare, che non porta da nessuna parte. Cambiano i nomi, non cambiano i ritardi. E allora il vero punto non è prendersela con il ministro — sterile, ripetitivo e politicamente inutile — ma spostare finalmente lo sguardo dove fa più male: sul territorio e su chi dovrebbe tutelarlo.
Perché il punto vero non è questo. Il punto è un altro, molto più semplice e molto più grave: chi dovrebbe tutelare questo territorio è assente.
Un pendolare non è un numero in una statistica. È una persona che vive qui, lavora qui, studia qui. È una famiglia che organizza la propria vita in funzione di un orario che spesso non esiste. È un’intera economia locale che dipende da una linea ferroviaria che funziona a singhiozzo. Questo non è un problema “nazionale” in astratto: è un problema territoriale, quotidiano, concreto.
Ed è qui che entra in gioco la vera responsabilità politica. Non quella che fa i titoli sui giornali. Ma quella che dovrebbe esercitarsi ogni giorno nei luoghi dove si decide davvero.Perché è questo il mandato ricevuto dagli elettori: rappresentare un territorio, non limitarsi a presenziarlo.
Difenderlo ai tavoli giusti. Pretendere risposte. Portare numeri, dossier, soluzioni. Incalzare chi gestisce le infrastrutture. Fare pressione dove serve, con continuità, con competenza, con ostinazione. Questo non è campanilismo. È responsabilità. Il campanilismo urla.
La responsabilità lavora, tratta, ottiene risultati. Se la linea ferroviaria che attraversa Cassino e l’intero comprensorio continua a essere fragile, se i guasti si ripetono sempre negli stessi punti, se i ritardi sono diventati una normalità accettata con rassegnazione, allora la domanda non è “di chi è la colpa oggi?”, ma chi sta parlando per questo territorio? Chi si sta sedendo ai tavoli con RFI? Chi sta incalzando la Regione Lazio sui contratti di servizio? Chi sta trasformando il disagio dei pendolari in una priorità politica locale permanente Perché un territorio dimenticato non è solo un territorio sfortunato.
È, prima di tutto, un territorio non difeso. E i pendolari lo capiscono benissimo ogni mattina, quando prima ancora di prepararsi per andare al lavoro devono aprire un’app per verificare se quel treno, oggi, esiste davvero. Questa non è più mobilità. È una scommessa.
Si eleggono rappresentanti per questo: per dare voce ai problemi reali, non per commentarli a posteriori. Per stare dentro i meccanismi del potere decisionale, non per raccontarne gli effetti quando ormai il treno è passato — o non è passato.
Il riscatto non nasce dallo scontro sterile tra livelli istituzionali. Nasce quando un territorio torna a pretendere rappresentanza vera. Nasce quando i suoi problemi vengono portati dove contano. Nasce quando un pendolare smette di sentirsi solo.
E forse, da lì, un giorno, torneremo a una normalità che oggi sembra rivoluzionaria: treni che fanno i treni. E rappresentanti politici che fanno i rappresentanti del territorio.