Cronaca - La protesta per l'installazione di un impianto di telefonia vicino a case, scuola e chiesa. La scoperta della cittadina che si rivolge al nostro giornale e rivela: "Il terreno in cui sorge l'antenna è di proprietà di una società che vede tra i soci il Sindaco"
di Anita Giangrande*
A settembre del 2025, venni a conoscenza, insieme ad altri compaesani, della imminente installazione di un’antenna di telefonia mobile nei pressi delle nostre abitazioni, in Via Ristello a San Vittore del Lazio. Preoccupati e stupiti dal fatto che potesse essere realizzata all’interno di un centro abitato (ci sono abitazioni, una chiesa e una scuola nelle immediate vicinanze) mi mobilitai insieme ad altri cittadini, circa 200, in una raccolta firme per dare voce a noi residenti del posto e per chiedere un incontro al sindaco del mio paese, avvocato Nadia Bucci, affinchè potesse accogliere una nostra delegazione ed ascoltare le preoccupazioni ed i timori che ci affliggevano. Eravamo timorosi che le istanze ed i bisogni, di chi sul quel territorio ci è nato, cresciuto ed ha investito i propri risparmi, non fossero adeguatamente tutelati e salvaguardati.
Il nostro Sindaco non ci ha accolto, ha ritenuto, probabilmente, che le nostre preoccupazioni di genitori e nonni non potessero distrarla dalla sua attività.
Il 10 dicembre 2025, come in un incubo, sono iniziati i lavori di realizzazione di questa antenna di telefonia mobile, preoccupata per gli eventuali rischi di salute che un impianto di questa tipologia potrebbe generare, arrabbiata per il brutale impatto visivo e ambientale ed infuriata per la notevole ed immediata perdita di valore della mia abitazione, che insieme a mio marito abbiamo realizzato con tanti sacrifici, ho effettuato delle ricerche e supportata da alcuni tecnici abbiamo scoperto che il terreno in cui sorgerà l’impianto risulta essere di proprietà della PURO SRL, che vede tra i soci, con il 35% delle quote societarie il mio caro sindaco, avvocato Nadia Bucci.
Mi chiedo allora se sia mai possibile una cosa del genere... mi chiedo se sia legittimo che il sindaco di una comunità faccia installare sul proprio terreno, e non su un terreno comunale, un impianto del genere per assicurarsi una rendita economica... mi chiedo
se le preoccupazioni ed i timori di un’intera cittadinanza possano essere barattati per qualche migliaia di euro.
È palese l’incompatibilità (viene presentato il progetto di un'antenna al comune amministrato da un sindaco che è anche il proprietario del terreno su cui la stessa antenna sarà realizzata, percependo tra l'altro una rendita), ma la cosa che spaventa di più è la questione morale, che i nostri amministratori hanno completamente dimenticato.
*Una cittadina di San Vittore del Lazio
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