Economia - Con 9 milioni di utile e la riconferma alla presidenza, Roberto Ricciardi annuncia il piano per il 2026: espansione nel Basso Frusinate, digitalizzazione umanizzata e sostegno diretto alle startup per contrastare l'abbandono del territorio. Dalla Mutua San Vincenzo per il diritto alla salute dei soci, alla "rivoluzione etica" della Carta dei Valori: l'intervista al Presidente sulla banca del futuro
Un utile netto che supera i 9 milioni di euro (Utile 2024 approvato nell’assemblea elettiva del 2025) e una riconferma alla guida dell’istituto che sa di mandato per il futuro. Il 2025 della BCC Terra di Lavoro si chiude sotto il segno della crescita verticale, ma per il Presidente Roberto Ricciardi i numeri sono solo la superficie di un progetto più profondo. In un panorama bancario segnato dalla desertificazione degli sportelli e dalla digitalizzazione spinta, la BCC sceglie la strada controtendenza: la "prossimità coraggiosa". In questa intervista, Ricciardi traccia la rotta per il 2026, tra l'espansione nel Lazio meridionale, l'impegno della Mutua San Vincenzo e la sfida della "restanza" per i giovani del territorio.
Presidente, il 2025 si chiude con la sua riconferma alla guida della BCC Terra di Lavoro e con un utile record di oltre 9 milioni di euro. In un'epoca di incertezza globale, come si spiega il fatto che una banca locale che cresce così tanto?
"Il segreto risiede in una parola che molti hanno dimenticato: fiducia. Quei 9 milioni di euro non sono aridi numeri, ma la testimonianza tangibile che la nostra teoria dell'Economia Civile funziona. Mentre il mondo si perde nei meandri di una finanza speculativa e impersonale, noi abbiamo scelto di guardare l'uomo negli occhi. Cresciamo perché siamo l'antidoto all'incertezza: laddove gli altri vedono rischi, noi vediamo volti, storie e progetti. Le Banche di Credito Cooperativo sono un porto sicuro perché non inseguono il massimo profitto, ma il massimo beneficio comune. Questo utile record è carburante che tornerà interamente a irrorare i nostri territori, creando un circolo virtuoso di prosperità condivisa che nessuna crisi globale può spezzare, le dico solo che sono decine di migliaia di euro che ogni anno destiniamo a tantissime iniziative sul territorio nell’ambito della cultura, dello sport, della solidarietà".
Quali sono le sue previsioni per il 2026? C'è il rischio che la spinta del 2025 rallenti o vede nuove opportunità di crescita, magari espandendo ulteriormente la rete degli sportelli?
"Non vedo rallentamenti, vedo una missione che si compie. Il 2026 sarà l'anno della prossimità coraggiosa. La nostra spinta non è dettata dal mercato, ma dal bisogno delle persone. Sicuramente abbiamo in progetto di aprire nuove filiali soprattutto per presidiare comunità che si sentono abbandonate. Ogni nuovo sportello che apriremo sarà un presidio dove la tecnologia sarà sempre al servizio della relazione umana.
La nostra crescita è organica perché è nutrita dall'amore per la nostra terra: non ci fermeremo finché ci sarà un'impresa da sostenere o una famiglia da rassicurare. Inoltre l’espansione non può essere solo geografica e territoriale, noi da anni abbiamo intrapreso un percorso virtuoso che ci ha portato quest’anno ad essere certificati per la Parità di Genere e con l’adozione di una Carta dei Valori, ideata e pensata dai nostri dipendenti e collaboratori, stiamo cercando veramente di attuare una “rivoluzione etica".
Gite sociali, crociere e iniziative culturali: perché una banca oggi deve occuparsi anche del tempo libero dei suoi soci? Non teme che questo modello sia visto come "vecchio stile" in un mondo digitale?
"Chi parla di 'vecchio stile' non ha compreso la fame di socialità che caratterizza il nostro secolo digitale. Noi non contribuiamo ad organizzare semplici crociere o gite; noi costruiamo capitale sociale. In un mondo dove siamo tutti connessi ma terribilmente soli, la BCC Terra di Lavoro ripristina il senso dell'essere 'Socio', che significa 'alleato', 'compagno di strada'. Una banca che si occupa del tempo libero dei suoi soci applica la vera sussidiarietà sociale: si prende cura della persona nella sua interezza. Il contatto fra i Soci, il confronto culturale e la gioia della condivisione sono l'essenza stessa della nostra natura cooperativa. È il futuro, non il passato!"
Parliamo di giovani: molti under 35 lasciano queste terre. Oltre alle borse di studio, cosa può fare la BCC Terra di Lavoro per convincere un giovane a restare e fare impresa qui nel 2026?
"Da un po’ di tempo come Federcasse e BCC rivendichiamo il concetto di “restanza”, cioè sostenere l'imprenditoria giovanile attraverso finanziamenti agevolati per chi apre startup o recupera tradizioni artigianali e agricole nei piccoli comuni, investire in servizi sanitari, educativi e culturali che rendono la vita nei piccoli centri sostenibile e dignitosa. Ai nostri giovani dico: la terra in cui siete nati non è un luogo da cui fuggire, ma un giardino da coltivare. Pensi che noi ogni anno attribuiamo circa 40 Borse di Studio che non sono poche per il nostro territorio, e lo facciamo perché crediamo nei giovani. Vogliamo trasformare il risparmio dei padri nell'investimento dei figli. Da anni sosteniamo i giovani anche finanziando la BCC Lab il network dei giovani soci della BCC. Inoltre siamo sempre pronti con i nostri dirigenti ad accogliere e finanziare nuove attività pensate dai giovani. Vorremmo che restare qui, per i giovani, diventi una scelta di orgoglio e di convenienza economica.
La "Mutua S. Vincenzo" ha raggiunto numeri importanti. In un momento in cui la sanità pubblica è in affanno, quale ruolo può giocare la vostra banca nel garantire il diritto alla salute dei soci?
"La salute non può essere un lusso, ma deve restare un diritto. Quando la sanità pubblica soffre, la cooperazione di credito deve farsi cooperazione di cura. La Mutua San Vincenzo de' Paoli sta creando una rete di aziende, imprese e persone che si aiutano reciprocamente. Garantire visite specialistiche, prevenzione e assistenza ai nostri soci significa dare attuazione pratica ai principi dell'economia civile. La banca del territorio deve essere il primo baluardo della dignità umana, e la salute è il presupposto di ogni dignità."
La BCC ha radici campane, ma il Basso Frusinate e il Cassinate sono oggi pilastri del vostro bilancio. Che tipo di dinamismo state riscontrando in questa terra rispetto all'area casertana?
"Il Basso Frusinate e il Cassinate sono territori di una vitalità straordinaria, con una dedizione al lavoro straordinaria. C'è un dinamismo industriale e commerciale nel Lazio meridionale che parla la nostra stessa lingua. Il successo in quest'area dimostra che il nostro modello è universale: la gente, da Caserta a Cassino, da Aversa a Nola, cerca una banca che abbia un'anima, e noi quell'anima la mettiamo in ogni pratica."
Molti comuni del frusinate stanno subendo la chiusura degli sportelli dei grandi gruppi. La BCC Terra di Lavoro prevede nuove aperture o potenziamenti nell'area del Lazio meridionale per colmare questo vuoto?
"Mentre i grandi gruppi fuggono, lasciando i piccoli comuni orfani di servizi, noi facciamo il percorso inverso. Noi restiamo. E non solo restiamo, ma puntiamo a colmare quei vuoti. Il Lazio meridionale è per noi una terra di elezione. Prevediamo nuovi investimenti e il potenziamento della nostra presenza nel Frusinate perché non possiamo permettere che i cittadini siano cittadini di serie B, privati del rapporto umano con la propria banca. Dove gli altri chiudono, noi accendiamo una luce. Questa è la nostra promessa: la BCC Terra di Lavoro non vi lascerà mai soli!"
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