Terzo Settore: scure della Regione su Cassino, cancellate centinaia di associazioni storiche

Cronaca - Dal CUS Cassino alle Pro Loco di vari comuni del Cassinate e della Valle dei Santi: in tutta la provincia sono quasi 400 gli enti depennati. Persi il 5x1000 e le convenzioni pubbliche. L'Assessore Maselli: "Mancate risposte alle Pec". Ora scatta la corsa ai ricorsi

Terzo Settore: scure della Regione su Cassino, cancellate centinaia di associazioni storiche
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 22-01-2026 11:42 - Tempo di lettura 3 minuti

È un terremoto quello che sta scuotendo il mondo del Terzo Settore nel Lazio, e le onde d’urto arrivano con forza devastante fino all’ombra dell’Abbazia. La Regione Lazio, con una determinazione dirigenziale dello scorso 29 dicembre 2025, ha ufficializzato la cancellazione di circa 2.700 associazioni dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Un provvedimento che colpisce duramente la nostra provincia: sono infatti quasi 400 le realtà depennate in tutta la Ciociaria, lasciando nel limbo decine di sigle storiche che per decenni hanno rappresentato il cuore pulsante del volontariato e della promozione sociale nel Cassinate.

Scorrendo i lunghissimi elenchi allegati alla determinazione regionale, i nomi di spicco non mancano. A Cassino, spicca l’esclusione del C.U.S. Cassino e del Centro di Aiuto alla Vita, realtà storiche e radicate nel tessuto cittadino. Non mancano associazioni culturali e teatrali come gli "Attori per Caso" ed altri enti importanti.

La "scure" della Direzione Inclusione Sociale non ha risparmiato il comprensorio, colpendo duramente l'associazionismo locale. A Coreno Ausonio è stata cancellata la storica Associazione Pro Loco; a Sant’Elia Fiumerapido fuori dal registro la Pro Loco e il Gruppo Protezione Civile "G. Verdi"; a Piedimonte San Germano esclusa l'Avis Comunale; a Cervaro depennate tre associazioni tra cui "Neve per sempre". Anche ad Aquino sono state cancellate l’Avis Comunale e l’Associazione Volontari Protezione Civile "Città di Aquino", la scure si è abbattuta anche su San Giorgio è stata depennata la Pro Loco, tutto regolare, invece, per la Pro Loco di Pignataro Interamna.

Perché queste cancellazioni? Il provvedimento, firmato dal coordinatore dell'ufficio regionale Runts Oreste Cardellicchio, è l'atto finale di un processo iniziato nel 2021. Le associazioni erano state chiamate a trasmigrare dal vecchio registro regionale al nuovo sistema nazionale, adempiendo a obblighi precisi: aggiornamento dei dati anagrafici e deposito dei bilanci. Nonostante le diffide inviate nel giugno 2024, moltissime realtà non hanno risposto.

"Sciatteria" è il termine usato dall'assessore alle Politiche sociali, Massimiliano Maselli, per descrivere la mancata risposta alle numerose Pec inviate dagli uffici. Ma per le associazioni, spesso gestite da volontari e prive di strutture amministrative complesse, il labirinto burocratico del Runts si è rivelato una trappola senza via d'uscita.

Le ripercussioni sono immediate e gravissime. La cancellazione dal registro comporta la perdita di ogni beneficio legato alla qualifica di ETS (Ente del Terzo Settore): le associazioni non potranno più beneficiare del 5x1000, inoltre viene meno la possibilità di sottoscrivere o mantenere convenzioni con le pubbliche amministrazioni per servizi essenziali (come la Protezione Civile o l'assistenza negli ospedali). Gli enti sciolti o cancellati potrebbero dover devolvere il proprio patrimonio incrementale ad altri enti del Terzo Settore.

Non tutto è perduto, ma i tempi sono stretti. Le associazioni hanno 60 giorni di tempo dalla notifica per presentare ricorso al TAR competente. Anche la Regione sembra voler lasciare una porta aperta: se verranno dimostrati errori tecnici o mancate comunicazioni, si procederà a correggere il tiro.





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