Giornata dei Diritti Umani: La Forza e il Sacrificio delle Donne per la Libertà e la dignità

Cultura - A 77 anni dalla Dichiarazione Universale, la lotta continua: il ricordo di Ebru Timtik, Marielle Franco e Pham Doang Trang, simboli contro la violazione dei diritti e l'apartheid di genere

Giornata dei Diritti Umani: La Forza e il Sacrificio delle Donne per la Libertà e la dignità
di Redazione - Pubblicato: 09-12-2025 18:22 - Tempo di lettura 4 minuti

Oggi dieci dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti umani, che commemora la proclamazione, avvenuta il 10 dicembre 1948, della Dichiarazione universale dei diritti umani. L’occasione è preziosa per sottolineare l’ importanza intramontabile di tale documento e dei valori nello stesso sanciti, quali: l’ uguaglianza, la giustizia, la libertà e la dignità.

Valori che, purtroppo, ancora oggi faticano ad affermarsi nel mondo, poiché, come tristemente possiamo osservare, sono ancora tanti i Paesi nei quali non è assicurato il diritto ad un tenore di vita adeguato, che garantisca beni di prima necessità ed un ambiente sano; il diritto alla libertà di opinione e di espressione; il diritto all’istruzione ed ad una libera informazione; come pure il diritto al riposo ed al benessere.

In nome di quelli che possiamo considerare beni essenziali, tanti uomini e donne spendono il loro coraggio ed il loro operato. In particolare la Fidapa Sezione di Cassino, in questa giornata, vuole ricordare le tante donne che nel mondo hanno offerto perfino la loro vita affinchè il diritto umanitario fosse rispettato ed applicato.

Basti pensare all’ Avvocata ed attivista turca Ebru Timtik, di origine curda, condannata ingiustamente per la sua lotta in difesa dei diritti umani e morta nell’agosto 2020 dopo 238 giorni di sciopero della fame, a soli quarantadue anni di età. Più recentemente la scrittrice Pham Doang Trang , attivista e blogger impegnata in difesa dei diritti delle donne e delle minoranze etniche e politiche, è stata arrestata in Vietnam, due mesi fa, per il suo impegno ritenuto sgradevole per il governo locale.

Mentre Marielle Franco è uno dei simboli dei movimenti in difesa delle donne e delle comunità LGBT; con il suo impegno politico e sociale in Brasile, è riuscita ad ottenere una carica di consigliere comunale a Rio De Janeiro, per poi essere assassinata in un vero e proprio agguato il 14 marzo 2018.

La forza di tali donne, e di molte altre ancora, è purtroppo tante, troppe volte necessaria laddove vi è una pesante e manifesta violazione dei loro diritti. È evidente, infatti, che in molti Paesi le donne subiscono un vero e proprio apartheid: in Afganistan il governo dei Talebani ha messo in atto una strategia politica mirante a cancellare le donne e le ragazze dalla vita pubblica; in Iraq vi è addirittura una proposta di legge per abbassare l’ età del consenso per il matrimonio dai diciotto ai nove anni; mentre in Iran le donne dissidenti vengono confinate negli istituti psichiatrici.

La situazione è ancora peggiore dove ci sono i conflitti: per esempio nella Repubblica del Congo, oltre all’insicurezza alimentare e al mancato riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi, la guerra ha portato tassi record per quanto riguarda la violenza di genere, ed in particolare la violenza sessuale viene utilizzata come arma di guerra; così anche per le donne palestinesi ed ucraine.

È palese, quindi, che se le convenzioni non incontrano un terreno culturale fertile ove attecchire, la tutela effettiva dei diritti sanciti non ci sarà mai: occorre andare oltre le norme, lavorando sulla formazione di uomini e donne, specie quelli più giovani, perché siano artefici di un futuro diverso e più consapevole delle tante pressioni ed ingiustizie che mietono vittime nel mondo.





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