Il segno di Agatho al Torino Film Festival: un’edizione che lascia il suo profumo

Cultura - Quest’anno il Festival ha attratto realtà piccole, medie e grandi, provenienti da ogni parte d’Italia. Tra queste spicca Agatho Parfum, una maison che arriva da Cassino

Il segno di Agatho al Torino Film Festival: un’edizione che lascia il suo profumo
di Redazione - Pubblicato: 02-12-2025 15:49 - Tempo di lettura 2 minuti

La 43ª edizione del Torino Film Festival si chiude con un risultato che parla da solo: un’occupazione media delle sale superiore all’80%. Un dato che, in un anno segnato dalla fragilità del mercato cinematografico, rappresenta un segnale forte, quasi controcorrente, che restituisce a Torino il ruolo di città capace di riportare gli spettatori al cinema.

A ribadirlo è Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, che legge questi numeri come la conferma di un processo avviato negli ultimi due anni: “Questa 43ª edizione del Torino Film Festival ha registrato un impatto e una partecipazione davvero significativi. Abbiamo superato l’80% di occupazione media delle sale: un numero che, per chi conosce l’andamento delle presenze degli ultimi mesi, rappresenta un risultato di grande valore. Significa che c’è stato un incremento importante e che il Festival è riuscito a riportare un pubblico numeroso al cinema, un traguardo di cui siamo particolarmente orgogliosi”.

Ghigo sottolinea anche la ricaduta d’immagine sulla città, resa possibile da una direzione artistica che ha saputo mettere Torino al centro di una narrazione internazionale: “La scelta di individuare Giulio Base come direttore artistico aveva un obiettivo preciso: dare al Torino Film Festival un’identità più forte e riconoscibile, capace di accendere i riflettori non solo sull’evento ma anche sulla città. La presenza di personalità come Banderas, Spike Lee, Juliette Binoche, Vanessa Redgrave e molte altre ha alimentato una visibilità che sta portando Torino sui media nazionali e internazionali in modo continuo e positivo”. Ma il successo dell’edizione passa anche da un altro elemento decisivo: la qualità e la diversità degli sponsor.

Quest’anno il Festival ha attratto realtà piccole, medie e grandi, provenienti da ogni parte d’Italia, affascinate dal glamour del tappeto rosso e dal magnetismo unico che Torino riesce a evocare quando incontra il cinema. Tra queste spicca Agatho Parfum, una maison che arriva da Cassino, con un’anima profondamente mediterranea e radici simboliche che affondano nella tradizione di Pompei. Un marchio che, pur provenendo da lontano, ha trovato a Torino una casa per la propria visione olfattiva.

Agatho non si è limitata a sostenere il Festival, ma è stata protagonista di tutti i grandi eventi di questa edizione, delle proiezioni e delle premiazioni, portando nei luoghi simbolo del TFF un tratto identitario fatto di bellezza, storia e ricerca.

Squadre di ragazzi e ragazze hanno accolto e profumato il pubblico: gli ospiti in arrivo, le persone in coda, chi attendeva l’inizio dei film, e naturalmente i protagonisti della rassegna. A tutti è stato offerto un piccolo viaggio nel mondo delle fragranze Agatho. Il fascino della grande profumeria artistica italiana che incontra il fascino del grande cinema internazionale.

A raccontarne il senso è Alessandro Bianchi, CEO di Agatho Parfum: “Abbiamo scelto con entusiasmo di sostenere il Torino Film Festival perché rappresenta un evento di portata internazionale che nasce e cresce in una città alla quale sono profondamente legato e che amo molto. Torino è un palcoscenico naturale per manifestazioni dal respiro globale come Artissima e le ATP Finals, e oggi anche il cinema trova qui una delle sue espressioni più autentiche.” "Per Agatho Parfum – continua Bianchi – il legame con il cinema è parte del nostro DNA: da anni siamo sponsor del Toronto Film Festival e anche quest’anno rinnoviamo con orgoglio questa collaborazione. Il nostro sostegno al TFF nasce da una visione comune, fatta di bellezza, cultura ed emozione”.

Il percorso tracciato da questa edizione non si chiude qui. Ghigo lo anticipa con un sorriso: “Per l’edizione numero 44 ci saranno delle sorprese, sempre nel solco del lavoro svolto in queste prime due edizioni”. La prima novità annunciata per il 2026 è la retrospettiva dedicata a Marylin Monroe, nel centesimo anniversario della nascita. Torino si prepara dunque a un altro anno in cui cinema, cultura e città continueranno a intrecciarsi, portando il Festival ancora più avanti nel panorama internazionale.

 


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