Lazio a due velocità: il boom di Roma e Viterbo isola una Ciociaria in crisi profonda

Economia - Le previsioni CGIA di Mestre per il 2026 condannano Frosinone all'ultimo posto regionale: mentre il PIL del Lazio vola, il territorio ciociaro sconta il blocco di Stellantis e l'esclusione dalla ZES, rischiando il declino definitivo.

Lazio a due velocità: il boom di Roma e Viterbo isola una Ciociaria in crisi profonda
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 08-01-2026 16:23 - Tempo di lettura 3 minuti

Un Lazio a due velocità, dove la Ciociaria rischia di rimanere definitivamente staccata dal resto della regione. È questo il quadro impietoso che emerge dalle ultime previsioni dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre per il 2026. Se a livello regionale il Lazio si conferma un territorio dinamico, posizionandosi come la seconda regione italiana per crescita del PIL (+0,78%), subito dietro l’Emilia Romagna, la provincia di Frosinone deve fare i conti con una realtà locale che parla di stagnazione e crisi strutturale.

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Nella classifica della crescita prevista per il 2026, Frosinone occupa l'ultimo posto tra le province laziali, con un timido +0,46% e il 79° posto nella classifica generale tra le 107 province italiane. Un dato che stride pesantemente con le performance dei vicini: Roma mantiene saldamente la testa regionale (e il 12° posto nella classifica generale) con un +0,81% , tallonata dalla sorpresa Viterbo che, con lo stesso incremento dello 0,81%, si piazza al 16° posto assoluto in Italia. Anche Rieti (+0,66%) e Latina (+0,61%) mostrano segni di vitalità superiori al capoluogo ciociaro e si piazzano, rispettivamente, al 42° e al 50° posto della classifica stilata dalla Cgia di Mestre.

Questa situazione, purtroppo, non giunge inaspettata. Già il 2 novembre scorso, del resto i dati diffusi sempre dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre avevano lanciato un primo campanello d'allarme per la provincia di Frosinone evidenziando come, tra il 2019 e il 2025, mentre il prodotto interno lordo reale italiano era aumentato in media del 6,4%, la Ciociaria si posizionava tra le otto province che non erano riuscite a recuperare la caduta provocata dagli effetti negativi della pandemia.

In particolare, in quella classifica, Frosinone registrava una variazione negativa del Pil reale pari al -2,6% nel periodo 2019-2025. E già allora il dato ciociaro stonava con l'andamento del Lazio in generale e con la media della macro-area del Centro Italia che, pur essendo l'ultima per crescita, aveva fatto comunque registrare un positivo +3,8% di Pil reale tra il 2019 e il 2025.  

Anche per il 2026 la Ciociaria si conferma come uno dei territori più in difficoltà a livello nazionale e i motivi non sono difficili da cogliere.  La vera zavorra per l'economia provinciale è soprattutto la crisi del comparto automotive. Lo stabilimento Stellantis di Cassino, cuore industriale del territorio, ha chiuso un 2025 drammatico con ben 105 giorni di stop produttivo. Le prospettive per l'inizio del 2026 non sono migliori: i cancelli riapriranno solamente il 19 gennaio, prolungando un clima di incertezza che coinvolge migliaia di lavoratori e l'intero indotto. 

Oltre alla crisi industriale, pesa la mancata inclusione della provincia nella Zona Economica Speciale. Frosinone è rimasta esclusa dai benefici fiscali e dalle semplificazioni previsti per il Mezzogiorno dalla Zes, dovendosi accontentare della Zona Logistica Semplificata. Tuttavia, regna ancora molta confusione sull'operatività della ZLS e si attende di conoscere poi nel dettaglio il piano per l'utilizzo dei 100 milioni di euro affidati al Consorzio Industriale del Lazio per la Ciociaria.

C’è poi da sciogliere il nodo della Tav e delle infrastrutture: il 2026 dovrebbe essere - ma il condizionale resta d’obbligo - l’anno decisivo per la stazione dell’Alta Velocità, ma la Ciociaria, senza una visione chiara e un’unità d’intenti da nord a sud della provincia, rischia di perdere anche questo treno.

Quindi mentre  il resto del Lazio corre — trainato dal terziario romano e dal nuovo dinamismo viterbese — la provincia di Frosinone rimane l'ultima della classe. Senza interventi strutturali urgenti e una reale accelerazione sui fondi del Consorzio Industriale, il divario con le altre province laziali è destinato a diventare un solco incolmabile e il rischio è che nel 2027 la Ciociaria possa andare anche oltre il 79° posto di quest'anno, piazzandosi tra le ultime venti province italiane.





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