Politica - La consigliera comunale di Cassino è intervenuta denunciando il grave disagio che vive la frazione di San Michele: "la frana non è un evento naturale ma il risultato di una cattiva gestione delle condotte. Serve un tavolo tecnico per risolvere un problema che va avanti da anni"
"Ho diffidato formalmente Acea Ato 5". Con queste parole la consigliera comunale Mercedes Galasso, esponente della lista Salera Sindaco, interviene per chiarire la sua posizione in merito alle recenti segnalazioni dei cittadini sulla situazione idrica in una zona particolarmente delicata del territorio cassinate.
"Ho letto l’articolo uscito in questi giorni su Acea e i cittadini – spiega Galasso – e tengo a precisare che sto seguendo con molta attenzione la questione. Ho deciso di agire concretamente, andando oltre le dichiarazioni pubbliche. Ho diffidato formalmente Acea Ato 5, relativamente alle perdite d’acqua che continuano a verificarsi in quella zona".
La consigliera sottolinea che il problema non è solo di natura tecnica, ma ha anche risvolti legati alla sicurezza del territorio. "È vero che l’area è classificata come a rischio di dissesto idrogeologico, ma la frana che si è verificata – e per cui sono stati stanziati milioni di euro per il rifacimento della strada e delle infrastrutture – a mio avviso è da imputare a una probabile cattiva gestione da parte di Acea, in particolare nella manutenzione delle condotte e dei serbatoi presenti in loco. Il problema, probabilmente, risiede proprio in questo".
Galasso propone dunque un intervento coordinato e risolutivo: "Serve un tavolo tecnico che riunisca Comune, Acea e tecnici competenti. Non è accettabile che una situazione così grave vada avanti da anni senza una soluzione definitiva. E soprattutto non è possibile che, durante l’estate, un’intera zona resti senza acqua per giorni. È un disagio che colpisce i cittadini e mina la fiducia nelle istituzioni".
La consigliera conclude ricordando le sue precedenti iniziative sulla questione: "Ho scritto diversi articoli e segnalazioni sul tema. Circa venti giorni fa ho inviato una PEC ufficiale alla società e, nonostante un sollecito, ancora non ho ricevuto risposta. Questo silenzio non è più tollerabile: Acea deve assumersi le proprie responsabilità e fornire spiegazioni chiare".
L.P.