Sveglie politiche, fuoco amico e cantieri infiniti: ecco le pagelle della domenica

Pagelle - La politica cassinate si risveglia dal torpore con un colpo di coda del Carroccio che rompe il "silenzio assenso" dell'opposizione. Mentre il PD gioca una partita a scacchi tra il Nazareno e le mine anti-uomo del territorio, i cittadini restano prigionieri di una viabilità fantasma. Il punto sui fatti della settimana

Sveglie politiche, fuoco amico e cantieri infiniti: ecco le pagelle della domenica
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 08-02-2026 10:00 - Tempo di lettura 3 minuti

C’era una volta il silenzio. Poi arrivò la Lega a ricordare che l’opposizione non è un club per letture pomeridiane. Tra un sindaco che non dice più "Cassino non è Corleone"  e un segretario 'in pectore' che deve già schivare il fuoco amico, la politica locale sembra un campo minato. Sullo sfondo, il Lazio meridionale aspetta ancora che qualcuno si accorga che le strade sono chiuse. Benvenuti nel riassunto settimanale di chi sale e chi scende

LA LEGA 

Mentre gran parte dell'opposizione consiliare di Cassino sembra aver scelto la via del "silenzio assenso" o, peggio, del letargo amministrativo, il Carroccio decide di scuotere la polvere dai banchi della minoranza. In pochi giorni hanno riacceso la miccia del dibattito sulla sicurezza, costringendo la maggioranza a uscire dal guscio e a dover controbattere. Il coordinatore Vincenzo Marrone ha messo a nudo il nervo scoperto del sindaco: quella narrazione del "Cassino non è Corleone, nelle altre città la situazione è peggiore", stride davanti al monito del prefetto. Indipendentemente da chi abbia ragione, e dato per assodato che l'operazione 'Strade Sicure' non può metterla in campo il sindaco - bensì il Ministero, che però continua a tagliare risorse sulle forze dell'ordine in città - la Lega ha avuto il merito di rianimare un’arena politica che sembrava un deserto. Sveglia.

VOTO 8 – Gli Animatori dell'opposizione

DANILO GROSSI 

Porta la voce di Cassino  e del cassinate direttamente al Nazareno, nella direzione nazionale del Pd, e lo fa con il piglio di chi non teme di guardare in faccia i 'cacicchi'. Se da un lato celebra la mobilitazione del nuovo corso di Elly Schlein e il lavoro fatto negli ultimi tre anni, dall'altro non rinuncia alla stoccata: quelle "incrostazioni territoriali" che ancora frenano il cambiamento. Un riferimento neanche troppo velato alle dinamiche del congresso provinciale di Frosinone, dove il rinnovamento sembra scontato a parole ma faticoso nei fatti. Battagliero.

VOTO 8 – L’Anti-Ruggine

ACHILLE MIGLIORELLI

Il segretario "in pectore" del PD provinciale sta scoprendo che la strada verso Frosinone è piena di mine, e molte sono piazzate proprio sotto casa sua. Ironia della sorte per chi viene da San Giorgio a Liri: i primi veri mal di pancia arrivano proprio dal cassinate. Prima lo strappo di Enzo Salera, poi la reprimenda del circolo di Ausonia che ne lamenta l'assenza al congresso. Non ha ancora indossato ufficialmente i panni del leader e si ritrova già a dover rammendare una casacca strappata dal 'fuoco amico'. Partenza in salita.

VOTO 5 – Segretario "Sotto Assedio"

ISTITUZIONI LONTANE

Il Lazio meridionale è una terra spaccata in due, ma a Roma sembrano non essersene accorti. Con la Cassino-Sora-Formia interrotta dai cantieri infiniti di Esperia e dalla galleria di Atina, muoversi è diventato un esercizio di sopravvivenza per pendolari e autotrasportatori. I sindaci locali - in primis il primo cittadino di Castelnuovo Parano Oreste De Bellis - fanno quel che possono, tra pressing su Astral e richieste di sensi alternati, ma il loro grido d’allarme rimbalza contro il muro del silenzio regionale e provinciale. Mentre il territorio resta isolato, quasi tagliato fuori dai collegamenti vitali, chi ha il potere di sbloccare risorse e cantieri sembra guardare altrove. Un isolamento che non è solo geografico, ma politico.

VOTO 4 – Latitanti





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