Capo di China, ancora due mesi di stop: ora è ufficiale la quinta proroga del cantiere

Cronaca - L’Anas firma l’ordinanza che sposta la riapertura: salta la scadenza di gennaio tra le proteste di residenti e pendolari Da marzo 2025 a marzo 2026: cronistoria di un fallimento burocratico che tiene in ostaggio migliaia di automobilisti

Capo di China, ancora due mesi di stop: ora è ufficiale la quinta proroga del cantiere
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 10-01-2026 15:52 - Tempo di lettura 2 minuti

Ieri su LeggoCassino, lo avevamo anticipato, tra l’incredulità di chi sperava in un miracolo e la rassegnazione di chi ormai conosce fin troppo bene i tempi della burocrazia. Adesso, però, non sono più solo indiscrezioni: è arrivato il "timbro" ufficiale che gela definitivamente la Valle di Comino e le migliaia di pendolari della tratta. La galleria "Capo di China" sulla SS749 non riaprirà il 12 gennaio. E neppure il 1° marzo. La nuova data fissata dall'Anas è il 15 marzo 2026.

Con l’ordinanza n. 15/2026/RM, firmata dal Responsabile Area Gestione Rete Paola Tripodi il 9 gennaio 2026, l'ente ha disposto la proroga della chiusura totale al traffico del tronco Atina Superiore-Belmonte Castello (dal km 24+000 al km 27+850). La motivazione, asciutta e quasi irritante nella sua brevità, è sempre la stessa: "i lavori sono ancora in corso di svolgimento".

Quello che doveva essere un intervento di ammodernamento tecnologico da oltre 14 milioni di euro per il ripristino del rivestimento e il drenaggio delle acque  si è trasformato in un calvario senza fine. Ripercorrendo le tappe, il fallimento è evidente.

Marzo 2025: inizio lavori, chiusura prevista per 14 mesi.
Settembre 2025: prima proroga al 31 ottobre.
Ottobre 2025: nuovo slittamento al 30 novembre.
Novembre 2025: ulteriore rinvio al 12 gennaio 2026.
Oggi: l'ultima mazzata, con il termine spostato al 15 marzo 2026.

Mentre l'Anas continua a firmare proroghe, la realtà per chi deve spostarsi rimane drammatica. I percorsi alternativi, in particolare il passaggio obbligatorio per Belmonte Castello, sono ormai al collasso. Buche, scarsa illuminazione e l'incubo di incrociare mezzi pesanti su strade non nate per questo volume di traffico rendono ogni viaggio una scommessa con la fortuna.

Avevamo detto che il 12 gennaio sarebbe stata "carta straccia" e, purtroppo, i fatti ci hanno dato ragione prima ancora che l'ordinanza venisse resa nota. Il territorio resta isolato, i pendolari dimenticati e la fiducia nelle istituzioni, proprio come il rivestimento della galleria, sembra ormai irrimediabilmente compromessa. L'appuntamento è ora fissato a metà marzo, ma dopo un anno di rinvii, chi ha ancora il coraggio di crederci?





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