Crisi Stellantis, il monito di Sacco: "L'azienda deve chiarire cosa vuole fare a Piedimonte"

Economia - Interviene nel dibattito anche Luigi Pede, segretario di Rifondazione Comunista di Frosinone, che tuona: La lenta agonia dell'automotive nella nostra provincia segnala la fine di un' epoca e mostra il vero volto della multinazionale"

Crisi Stellantis, il monito di Sacco: "L'azienda deve chiarire cosa vuole fare a Piedimonte"
di autore Francesco Margiotta - Pubblicato: 18-02-2026 15:22 - Tempo di lettura 3 minuti

"La convocazione della Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale per il 23 febbraio e il tavolo ministeriale dell'11 marzo per affrontare la crisi Stellantis e quella del suo indotto, in particolare rispetto alle procedure di licenziamento di questi giorni per i lavoratori di Teknoservice, Transnova e Logintech, sono notizie positive nel quadro comunque di una situazione che resta estremamente difficile. Accogliamo le due notizie positivamente".

Con queste parole, il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, ha evidenziato come sia "fondamentale che attraverso questi passaggi istituzionali si arrivi a comprendere finalmente quale è l'intenzione dell'azienda rispetto al sito produttivo di Piedimonte San Germano. Quali progetti e quali produzioni sono previste, se ci sono perché al momento è proprio questa mancanza di chiarezza a rendere tutte le azioni da mettere in campo estremamente complicate".

"Va non solo affrontata la crisi dell'Automotive e tutte le sue drammatiche conseguenze sull'indotto, ma va anche elaborato un nuovo progetto di territorio del Basso Lazio che metta insieme produzione, lavoro, mobilità e nel quale un ruolo determinante e attivo debbono recitarlo le istituzioni, le forze sociali e quelle produttive produttive. Serve una mobilitazione generale" - ha aggiunto il primo cittadino di Roccasecca. 

Immediata la risposta di Luigi Pede, Segretario del Partito di Rifondazione Comunista di Frosinone. "Dalle parole ai fatti. Finito il tempo della speranza,ora è il tempo di lacrime e sangue. Per i lavoratori e le loro famiglie Trasnova,Logitech e Teknoservice,si prospetta un futuro pieno di incognite. Infatti, le aziende dell'indotto Stellantis, rimaste senza commesse, hanno avviato le procedure di licenziamento".

"È il capitalismo bellezza!" - ha sottolineato Pede. "Centinaia di lavoratori saranno così privati del loro lavoro. Questo ennesimo schiaffo evidenzia,se ancora ce ne fosse stato bisogno, il totale disinteresse di Stellantis nei confronti dei suoi dipendenti, indotto incluso. I numeri impietosi del gruppo - ha sottolineato il segretario di PRC - ne manifestano il declino: 18000 auto in meno prodotte nel 2025, forte riduzione del personale da 4500 nel 2019 a circa 2460 di oggi,cassa integrazione vita natural durante. La lenta agonia dell' automotive nella nostra provincia segnala la fine di un'epoca e mostra il vero volto della multinazionale, che, in nome del massimo profitto lascia macerie occupazionali in un territorio già in forte depressione economica".

"Come Rifondazione Comunista Frosinone" - ha concluso Luigi Pede - riteniamo grave che il governo Meloni in tutti questi anni non abbia messo il gruppo Stellantis davanti alle proprie responsabilità chiedendo un serio e reale piano industriale mentre la realtà era un lento abbandono del progetto produttivo. Grave il silenzio dei vari consiglieri regionali eletti del territorio davanti a questa desertificazione occupazionale. Come PRC Frosinone riteniamo percorribile come unica strada a salvaguardia dell' occupazione l' ingresso dello stato nel capitale sociale per garantire il futuro del settore automobilistico".





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