Scuola e Università - Dante e Montessori per celebrare la dignità della donna. Le alunne della classe 1^L dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale sono state accompagnate dalle professoresse Baldassarre e Costa
Presso il Centro Antiviolenza di Cassino, le giovanissime allieve della classe 1^L dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale dell’IIS “San Benedetto” di Cassino hanno dato vita a un momento di straordinaria sensibilità culturale ed emotiva, dimostrando maturità, entusiasmo e una sorprendente capacità di mettersi in gioco.
Le studentesse sono state accompagnate dalla professoressa Baldassarre, docente di Scienze Umane e Sociali, e dalla professoressa Sara Costa, che hanno guidato e sostenuto con passione e professionalità questo significativo momento di crescita culturale.
Ad accogliere il gruppo presso il centro è stata la dottoressa Antonella Capaldi, che ha espresso parole di sincero apprezzamento per la qualità dell’iniziativa e per la maturità dimostrata dalle giovani allieve. Nonostante la loro giovane età e il primo anno di studi, le ragazze hanno saputo gestire la mattinata con sorprendente sicurezza e sensibilità, riuscendo a coinvolgere e motivare le persone presenti presso il centro.
Ancora al primo anno di studi, ma già profondamente coinvolte nel percorso educativo scelto, le studentesse hanno trasformato la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna in un’occasione autentica di riflessione sul valore della figura femminile nella società e sul ruolo dell’educazione come strumento di crescita civile.
Il cuore dell’iniziativa è stato affidato alla drammatizzazione del celebre sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” di Dante Alighieri, tratto dalla Vita Nova.
Indossando abiti di scena ispirati all’immaginario dantesco, le studentesse hanno interpretato con intensità e partecipazione i versi del poeta fiorentino, restituendo al pubblico la straordinaria delicatezza e profondità del testo. Nel sonetto dantesco la donna non è semplicemente descritta nella sua bellezza, ma rappresenta una presenza capace di elevare moralmente chi la incontra: una figura che ispira rispetto, armonia e nobiltà d’animo.
La scelta di questo testo non è stata casuale. Dante attribuisce alla donna una dimensione quasi spirituale, simbolo di gentilezza, dignità e valore umano. Riproporre questi versi in occasione dell’8 marzo significa riscoprire, attraverso la forza della poesia, il significato più profondo della figura femminile nella società contemporanea: non solo oggetto di celebrazione, ma protagonista attiva di cultura, cambiamento e crescita sociale.
Accanto alla dimensione letteraria, le studentesse hanno presentato una cartellonistica dedicata alla figura di Maria Montessori, straordinaria protagonista della pedagogia moderna e simbolo di emancipazione femminile. Attraverso cartelloni e materiali di ricerca, le ragazze hanno raccontato la storia di una donna che, con determinazione e straordinaria visione educativa, ha saputo affermarsi in un contesto storico complesso, rivoluzionando il modo di concepire l’educazione e aprendo nuove prospettive di autonomia e libertà per le generazioni future.
Il riferimento alla Montessori ha permesso di creare un ponte ideale tra letteratura, educazione e impegno sociale, sottolineando come la cultura e la formazione possano diventare strumenti concreti di emancipazione e consapevolezza.
“Ciò che ha colpito maggiormente – spiegano le docenti Baldassarre e Costa - è stata la sorprendente energia e motivazione delle giovani protagoniste. Nonostante si trovino soltanto all’inizio del loro percorso scolastico, le studentesse hanno dimostrato una maturità e una sensibilità fuori dal comune, affrontando l’esperienza con entusiasmo, spirito di iniziativa e un autentico desiderio di crescere professionalmente.
"Un atteggiamento - continuano le docenti - che testimonia quanto l’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale riesca a trasmettere fin dai primi anni di studio valori fondamentali come l’empatia, la responsabilità sociale e l’attenzione verso le fragilità della comunità. Un percorso formativo che non si limita a fornire conoscenze, ma che educa alla cura dell’altro e alla costruzione di una società più inclusiva e consapevole. ”.
“Ma dietro quei piccoli fiori gialli - aggiungono le professoresse Baldassarre e Costa - non c’era soltanto il simbolo di una ricorrenza. C’era il segno concreto di una nuova generazione di studentesse che crede profondamente nella propria scuola, nella cultura e nel valore dell’impegno sociale, giovani donne che, pur muovendo i primi passi nel loro percorso formativo, dimostrano già determinazione, sensibilità e il coraggio di mettersi in gioco. Perché in quelle voci che hanno dato vita ai versi di Dante, in quei cartelloni dedicati alla Montessori e in quegli sguardi pieni di entusiasmo si intravede qualcosa di più grande di una semplice attività scolastica.
"Si intravede il futuro. Un futuro - concludono - costruito da ragazze che scelgono di formarsi per educare, sostenere e prendersi cura della comunità, dimostrando che la scuola può ancora essere il luogo in cui nascono le coscienze, si coltivano i valori e si prepara, con passione e responsabilità, la società di domani”.
La mattinata si è conclusa in un clima di intensa partecipazione emotiva, tra sorrisi, riflessioni e i simbolici rami di mimosa stretti tra le mani delle studentesse.
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