Un grido forte e autentico per la pace. Un messaggio capace di scuotere le coscienze di quanti, questa mattina, hanno preso parte alla cerimonia di accoglienza della Fiaccola benedettina “Pro Pace et Europa Una” in piazza De Gasperi, promossa dall’Abbazia di Montecassino in singergia con il Comune nell’ambito delle celebrazioni per il Transito di San Benedetto.
A lanciare l’appello corale sono stati oltre 700 studenti degli istituti scolastici della città che hanno animato l’evento – moderato dai giornalisti Michele Giannì e Laura D’Onofrio – svoltosi davanti al Monumento ai Caduti. Qui il sindaco Enzo Salera, l’abate di Montecassino dom Luca Fallica e i tedofori del Cus hanno acceso il braciere commemorativo utilizzando la luce della Fiaccola benedettina.
«Da Montecassino e da Cassino, insieme alle città sorelle di Norcia e Subiaco, vogliamo anche noi, alla scuola di San Benedetto, essere pacis nuntius, messaggeri di pace», ha affermato l’abate Fallica. «La guerra contemporanea, con i suoi eserciti e strumenti sempre più sofisticati, sembra disporre di mezzi ineguagliabili. Eppure – ha proseguito – le risorse del cuore umano, dell’intelligenza e della creatività restano più forti del frastuono delle armi. Possiamo, dunque, continuare a sperare». Citando San Benedetto, ha poi concluso: «La sua Regola ci esorta a non offrire una pace falsa. Siano quindi autentiche le nostre parole, i nostri gesti, le nostre scelte, per costruire una pace che – come ci ricorda papa Leone XIV – sia davvero disarmata e disarmante».
Nel suo intervento, il sindaco Enzo Salera ha rivolto un saluto ai numerosi studenti presenti, dai più piccoli dell’infanzia fino alle scuole superiori: «Ogni anno accendiamo questa fiaccola davanti al Monumento ai Caduti per ricordare e ribadire un messaggio forte: la pace è un impegno di tutti. Non possiamo arrenderci all’idea che le guerre siano inevitabili o che qualcuno possa decidere le sorti di intere popolazioni».
«Grazie a voi – ha aggiunto – perché attraverso la vostra presenza questo messaggio continua a vivere. Ricordiamo quanto accadde qui 82 anni fa: la nostra città, decorata con la medaglia d’oro al valor militare, rasa al suolo tra morte, dolore e sofferenze atroci. Oggi, nel nome di San Benedetto, patrono d’Europa, diciamo con convinzione: mai più guerre. Si fermino le armi, si spengano i conflitti».