Scuola e Università - L'evento è stato organizzato dalla professoressa Ida Paolino. Il preside Salzillo: "Tutti abbiamo appreso che i giovani, contrariamente a quanto si è portati a pensare, leggono in percentuale più degli adulti e preferiscono il formato cartaceo dei libri"
Lo scorso martedì 24 marzo il Liceo Scientifico “G. Pellecchia” di Cassino ha accolto l’editore Giuseppe Laterza, nell’ambito di una continua e variegata selezione di attività formative, utili a individuare e a coltivare competenze e attitudini di futuri professionisti, sempre più consapevoli nel proprio esercizio della cittadinanza attiva.
“L’incontro - spiega il dirigente scolastico Salvatore Salzillo - è stato possibile, perché la nostra scuola aderisce al Progetto PESES (Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali) promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e diretto dal professore C. Cottarelli, allo scopo di offrire alle Scuole Secondarie di tutta Italia l’opportunità di confrontarsi con protagonisti ed esperti della recente scena politica, economica e sociale italiana”.
Il Liceo Scientifico “G. Pellecchia”, dunque, accoglie e fa proprio l’intento del docente Cottarelli, il quale riconosce al Programma PESES una duplice valenza: da un lato informazione, educazione e trasmissione dei concetti ai giovani, dall’altro la condivisione di esperienza da parte di personaggi in vista, per dare sostegno morale alla scuola italiana e ispirare il futuro degli studenti.
Guidato da questi principi, il preside Salzillo ha voluto fortemente l’incontro con l’editore Giuseppe Laterza, consapevole del prestigio e del valore aggiunto che la nostra intera comunità scolastica avrebbe ricevuto.
L’evento, sapientemente organizzato e coordinato dalla professoressa Ida Paolino, ha avuto come focus il rapporto tra i giovani e la lettura e si è articolato in diverse fasi.
“In un primo momento – aggiunge il dirigente scolastico Salzillo - tutti gli studenti del nostro Istituto hanno compilato un questionario anonimo, relativo alle abitudini personali rispetto alla lettura, successivamente si è proceduto alla raccolta dei dati in forma aggregata, da cui è emerso un quadro definito, la cui lettura e interpretazione è stata affidata agli allievi delle classi quinte, sostenuti e accompagnati dagli interventi dello stesso Giuseppe Laterza. Si è instaurato un vero e proprio dialogo tra l’editore e i nostri alunni, i quali hanno rivolto domande lucide, tese a soddisfare curiosità e interesse”.
Attraverso un linguaggio per niente scontato, ma allo stesso tempo limpido ed efficace, Giuseppe Laterza ha mostrato grandissima generosità nei confronti degli studenti, in quanto ha permesso agli stessi ragazzi di formulare non solo suggestioni e spunti di riflessione, ma anche di tentare di dare una personale spiegazione sugli argomenti affrontati.
“Ne è seguito – continua preside Salzillo con soddisfazione - un dibattito caratterizzato per la vivacità brillante degli studenti accolti con garbo, cordialità, considerazione e curiosità autentica da parte del dottor Laterza. In tal modo tutti abbiamo appreso che i giovani, contrariamente a quanto si è portati a pensare, leggono in percentuale più degli adulti e preferiscono il formato cartaceo dei libri. La spiegazione, giunta dalla platea del “Pellecchia” e condivisa dall’editore, risiede nel fatto che un libro stimola l’immaginazione, che è più attiva proprio nei ragazzi i quali, come ha spiegato un nostro studente, “hanno più fame di vita e di risposte”, custodite nei libri che leggiamo. Un libro fisico, inoltre, ha chiarito un’altra ragazza, è una sorta di portale che conduce a un’altra dimensione, diversa e attraente rispetto agli accessi digitali”.
Dunque, i ragazzi dialogando con il dottor Laterza, hanno dimostrato di aver colto il significato profondo del “perché la lettura” e di aver soddisfatto la curiosità intelligente, attraverso una personalità così autorevole, sugli aspetti più vari del mondo dell’editoria. Quest’ultima, infatti, come ha spiegato l’editore Giuseppe Laterza, produce e diffonde cultura, la condizione necessaria per effettuare scelte di vita libere e consapevoli, contribuendo all’acquisizione di una forma mentis per l’impostazione corretta delle relazioni sociali, l’impianto che traccia i confini entro cui agire nel rispetto dell’altro e dei valori fondanti della convivenza civile, ovvero della democrazia.
“Dunque – conclude il professor Salzillo – un’esperienza che, oltre alla fierezza consueta che ci anima quando diamo ai nostri ragazzi la possibilità di esprimersi al di là delle conoscenze disciplinari, ci ha fatto sentire onorati. Con orgoglio ringrazio tutta la comunità scolastica che, come sempre in sinergia tra tutte le componenti, si impegna con professionalità e sensibilità al buon esito di ogni evento proposto, che si conforma continuamente allo stesso principio: mettere al centro ogni studente e dargli la possibilità di riflettere, di crescere, di svilupparsi integralmente nella propria personalità. Forniamo loro gli strumenti necessari a considerare tutti gli aspetti e le declinazioni che la convivenza civile e la cittadinanza attiva comportano, giungendo alla sintesi armonica tra dimensione individuale e dimensione collettiva”.
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