Automotive, scatta l'allarme sociale: scontro totale sui licenziamenti Teknoservice

Economia - Di Cola, Coppotelli e Ronzoni chiedono di "blindare" il territorio prima che Stellantis sveli le sue prossime mosse. Al via la ZLS, ma per Cassino servono altri strumenti. Vittorio Celletti di Unindustria: "È una boccata d’ossigeno, ma da sola non basta".

Automotive, scatta l'allarme sociale: scontro totale sui licenziamenti Teknoservice
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 01-04-2026 16:39 - Tempo di lettura 3 minuti

Sono passati più di dieci giorni da quando le strade di Cassino sono state invase da migliaia di lavoratori. Era il 20 marzo: una marea umana che chiedeva certezze, futuro, dignità. Eppure, quel grido sembra essersi smarrito nei corridoi della Regione Lazio. Ad oggi, il silenzio delle istituzioni è un’ombra che si allunga pericolosamente sul destino di Stellantis e del suo immenso indotto.

Per i sindacati, la soglia di guardia è stata superata. "Non sono più tollerabili rinvii", avvertono le sigle di categoria, ribadendo che la manifestazione di marzo non era una parata, ma l'inizio di una resistenza che esige date e impegni formali. (LEGGI QUI:  La ZLS al via, ma resta l’incognita lavoro: i sindacati chiedono il tavolo in Prefettura)

A dare manforte alla protesta sono scesi in campo anche i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil, con Natale di Cola, Enrico Coppotelli ed Emanuele Ronzoni che chiedono un confronto a tutto campo che includa ricerca, innovazione e il rafforzamento del sistema universitario locale per "blindare" il territorio prima che Stellantis sveli le sue prossime mosse.

A rendere il clima ancora più incandescente è la rottura drammatica sul fronte delle vertenze singole. Il 30 marzo si è consumato lo strappo con Teknoservice: l'azienda ha rigettato ogni richiesta di ammortizzatori sociali conservativi, confermando i licenziamenti. Una scelta definita "incomprensibile" dalla Uilm, dato che la società non opera in regime di monocommittenza. La battaglia si sposterà ora ai tavoli ministeriali il 15 e 16 aprile, definiti dal segretario Gennaro D’Avino come "l'ultima trincea" per difendere la dignità delle famiglie coinvolte.

In questo scenario di crisi profonda, arriva però una notizia sul fronte dello sviluppo economico. Da oggi, 1° aprile, le imprese del Lazio — incluse quelle del Cassinate — possono finalmente accedere al credito d’imposta legato alla Zona Logistica Semplificata (ZLS). 

Si tratta di un pacchetto di agevolazioni che copre 5.700 ettari e 64 comuni, volto a semplificare la burocrazia e tagliare i tempi delle autorizzazioni attraverso uno sportello unico regionale. Unindustria ha accolto con favore questo traguardo, frutto di un lungo lavoro con la giunta Rocca.

"Credito d’imposta, iter veloci e nuove infrastrutture sono i tre pilastri su cui puntiamo per ridurre i ritardi che bloccano gli investimenti", ha dichiarato Corrado Savoriti, Presidente di Unindustria Frosinone. Tuttavia, dal cuore della crisi, il realismo prende il sopravvento sulla retorica. Vittorio Celletti, Presidente di Unindustria Cassino, pur riconoscendo l'importanza dello strumento, è stato categorico: "In un momento così complesso per l’automotive, la ZLS è una boccata d’ossigeno, ma da sola non basta".

Il territorio di Cassino si trova oggi a un bivio: da una parte la prospettiva di una modernizzazione burocratica e fiscale (ZLS), dall'altra l'emorragia di posti di lavoro e l'incertezza industriale. La domanda che la piazza pone con forza è semplice: basterà la semplificazione amministrativa a fermare una crisi che ha radici ben più profonde e strutturali? La risposta, ora, spetta alla politica.





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