Cronaca - Mentre la Asl e i carabinieri ricostruiscono la dinamica dell'infortunio al 57enne di Villa Santa Lucia, avvenuto oggi nella cartiera, UGL e CGIL denunciano carenze di organico e protocolli fantasma: "La sicurezza non è un'opzione". L'operaio, investito da un muletto, è stato trasportato in eliambulanza al San Camillo di Roma
Il silenzio della cartiera Reno De Medici è stato rotto oggi non solo dalle sirene dei soccorsi, ma dal grido d'allarme unanime dei sindacati. Mentre un operaio lotta in gravi condizioni, l’ispezione dei medici del PRESAL ASL e degli ispettori del lavoro cerca di ricostruire la dinamica di quello che le sigle dei lavoratori definiscono senza mezzi termini un evento prevedibile. (LEGGI QUI: Incidente alla cartiera Reno De Medici: operaio travolto da un muletto).
Nella giornata odierna, il personale sanitario e gli ispettori del servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro si sono recati presso lo stabilimento di Villa Santa Lucia. I rilievi si sono concentrati sul rispetto dei protocolli di sicurezza e sullo stato dei macchinari coinvolti. L'obiettivo è capire se il grave infortunio sia figlio di un errore umano o, come sospettato dai rappresentanti dei lavoratori, di carenze strutturali e organizzative che persistevano da tempo.
Il commento più amaro arriva da Marco Colasanti, Segretario Provinciale UGL Chimici Frosinone, che punta il dito contro una gestione del rischio ritenuta insufficiente. "Alla Reno de Medici è stata una tragedia annunciata! È intollerabile che al giorno d’oggi si continui a rischiare la vita mentre si svolge il proprio lavoro. Quanto accaduto è la conferma di criticità che, come sindacato, avevamo già puntualmente evidenziato."
Colasanti sottolinea come la sicurezza sia stata compromessa da scelte operative discutibili: "Avevamo già segnalato alla direzione aziendale diverse problematiche inerenti alla sicurezza, legate in particolare a operazioni condotte con una cronica carenza di personale. Purtroppo, nonostante i nostri avvertimenti, ciò che temevamo si è verificato".
Sulla stessa linea di fermezza si pone la CGIL Frosinone Latina, che chiede un cambio di passo immediato alle istituzioni. Oltre alla vicinanza al lavoratore ferito, il sindacato sollecita l'intervento della Prefettura per rendere operativi strumenti di vigilanza più stringenti. "È necessario un impegno concreto e immediato da parte di tutte le istituzioni competenti. Chiediamo a S.E. il Prefetto di portare a compimento la sottoscrizione del protocollo sulla sicurezza nel lavoro."
La CGIL evidenzia inoltre come il sistema dei controlli pubblici sia attualmente sotto organico, chiedendo un potenziamento dei servizi ASL tramite "l’assunzione di ispettori del lavoro, il rafforzamento del personale amministrativo e l’incremento del numero di medici del lavoro. Non è più tollerabile continuare a contare incidenti e infortuni gravi: il lavoro deve essere sinonimo di dignità e sicurezza, non di rischio".
Mentre le indagini proseguono e si attende il responso tecnico dei medici dell'ASL, il clima nello stabilimento resta teso. L'UGL ha già annunciato di essere pronta a "un'azione di protesta importante", ribadendo che la sicurezza non può più essere considerata un'opzione o un costo da tagliare, ma un diritto inviolabile.
L'intera comunità di Villa Santa Lucia e della provincia di Frosinone resta ora col fiato sospeso, in attesa di aggiornamenti sulle condizioni del lavoratore di 57 anni, residente proprio a Villa Santa Lucia, e sulle responsabilità di questa ennesima "tragedia annunciata".