Antenna 5G in via San Liberatore a Castrocielo: il TAR dà l'ok, ma è battaglia legale

Cassinate - Nonostante la decisione del Tribunale Amministrativo, l'Ente non ci sta e valuta il ricorso al Consiglio di Stato : proposte aree alternative per evitare l'installazione in zona a rischio. Il Sindaco Fantaccione rivendica la correttezza dell'operato comunale: "Nessuna inerzia, abbiamo agito per tutelare i vincoli paesaggistici e la sicurezza idrogeologica"

Antenna 5G in via San Liberatore a Castrocielo: il TAR dà l'ok, ma è battaglia legale
di autore Redazione - Pubblicato: 08-04-2026 20:06 - Tempo di lettura 4 minuti

L’Amministrazione comunale di Castrocielo informa la cittadinanza con la massima chiarezza e trasparenza sulla vicenda relativa alla realizzazione dell’antenna di telefonia mobile 5G nel territorio comunale, e precisamente in Via San Liberatore, all’interno di un terreno privato a ridosso del Canale “Fosso Mastro”,  alla luce della recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che ne autorizza l’installazione. Fin dall’inizio di questa complessa vicenda, "il Comune di Castrocielo - si legge nella nota -  ha operato con senso di responsabilità e con la massima attenzione alla tutela del territorio, del paesaggio, della sicurezza e degli interessi della nostra comunità".

Spiegano dall'amministrazione comunale di Castrocielo: "È doveroso chiarire che l’intervento in questione è promosso da società appartenenti a grandi gruppi multinazionali del settore delle telecomunicazioni, che operano nell’ambito di programmi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tali interventi si inseriscono in un quadro normativo nazionale ed europeo che prevede procedure accelerate e strumenti semplificati proprio per favorire la realizzazione delle infrastrutture digitali previste dal PNRR.

Fin dall’inizio, l’Amministrazione comunale era pienamente consapevole della complessità del confronto e del fatto di trovarsi di fronte a soggetti di grande dimensione organizzativa ed economica. Nonostante questo, il Comune non ha lasciato nulla di intentato e ha esercitato tutte le prerogative previste dalla legge per difendere il territorio e gli interessi della collettività".

Il sindaco Fantaccione spiega poi che, non appena è stata presentata l’istanza per l’installazione dell’antenna (8 luglio 2025), il Comune: ha attivato la conferenza dei servizi coinvolgendo tutte le amministrazioni competenti, comprese quelle preposte alla tutela paesaggistica, archeologica e ambientale; ha richiesto e acquisito i pareri delle autorità competenti, tra cui l’Autorità di Bacino, in considerazione della presenza di criticità idrogeologiche nell’area interessata; ha svolto un’istruttoria approfondita e articolata, documentata in centinaia di pagine di atti tecnici e amministrativi; ha valutato con attenzione i profili di rischio ambientale, paesaggistico, archeologico e territoriale legati alla localizzazione dell’impianto; ha  richiesto più volte alla società proponente, integrazioni tecniche ritenute indispensabili per una corretta valutazione dell’intervento; ha espresso un diniego motivato all’installazione dell’infrastruttura nel sito individuato e ha proposto soluzioni alternative di localizzazione, rendendosi disponibile anche a individuare aree comunali più idonee e compatibili con le caratteristiche del territorio, senza ricevere ma i risposte dalla società proponente

In particolare, nel corso dell’istruttoria sono emerse criticità legate alla presenza di vincoli paesaggistici e archeologici e alla necessità di verifiche tecniche sotto il profilo idrogeologico, elementi che hanno richiesto approfondimenti e valutazioni puntuali nell’interesse della sicurezza del territorio e della comunità.

La sentenza ha ritenuto formato il cosiddetto “silenzio-assenso”. Tuttavia, l’Amministrazione Comunale ritiene che tale presupposto non si sia mai concretizzato,  in quanto il procedimento non poteva considerarsi completo in presenza di richieste istruttorie fondamentali e di un contesto territoriale che richiedeva approfondimenti tecnici specifici.

L’Amministrazione non è mai rimasta inattiva: al contrario, ha tempestivamente avviato la conferenza dei servizi e ha svolto tutte le attività istruttorie necessarie, coinvolgendo le autorità competenti e procedendo con verifiche tecniche approfondite. Proprio l’attivazione della conferenza dei servizi e la complessità degli accertamenti richiesti dalle autorità competenti rendevano applicabili termini procedimentali più ampi rispetto a quelli ritenuti nella sentenza.

Per queste ragioni, il Comune ha sempre ritenuto che il procedimento amministrativo fosse stato gestito nel rispetto della normativa vigente e che il provvedimento di diniego fosse stato adottato nei termini consentiti dalla legge. Non si può autorizzare automaticamente un impianto di questo tipo in un’area con criticità idrogeologiche senza le dovute verifiche: è un principio di responsabilità che il Comune ha ritenuto doveroso applicare a tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini.

La sentenza del Tribunale Amministrativo ha adottato una diversa interpretazione della normativa sui termini procedimentali. Si tratta, dunque, di una valutazione giuridica su cui il Comune mantiene una posizione diversa. Il Comune di Castrocielo non è rimasto inerte e ha difeso con determinazione le proprie ragioni anche nelle sedi giudiziarie. L’Amministrazione comunale si è costituita davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per far valere le proprie ragioni, sostenendo la correttezza dell’operato degli uffici e la legittimità delle scelte adottate a tutela del territorio e della comunità.

Nel corso del giudizio sono state rappresentate tutte le criticità tecniche e territoriali rilevate, nonché la disponibilità dell’Ente a individuare soluzioni alternative più compatibili con le caratteristiche del territorio. Durante tutta la vicenda, l’Amministrazione ha operato con responsabilità e determinazione, difendendo: la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-archeologico; la sicurezza del territorio sotto il profilo idrogeologico; la qualità ambientale e visiva del territorio comunale e l’interesse della comunità a individuare soluzioni alternative più compatibili. Il Comune ha sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo, proponendo soluzioni alternative e dimostrando disponibilità concreta al confronto tecnico con la società interessata.

Alla luce della sentenza, l’Amministrazione sta ora valutando con la massima attenzione tutte le possibili iniziative consentite dall’ordinamento, comprese le ulteriori azioni legali, al fine di continuare a difendere gli interessi della comunità e del territorio comunale.

"Non abbiamo lasciato nulla di intentato e continueremo a fare tutto ciò che la legge consente per tutelare Castrocielo e la sua comunità" conclude il sindaco Fantaccione.





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