Politica - Nella città fluviale si prevede una sfida a tre per le consultazioni del 24 e 25 maggio: Carbone e Di Prete intendono scucire la fascia a Rotondo. Nel comune a sud di Cassino sarà invece l'ex assessore Luigi Gaglione a sfidare il primo cittadino uscente Ennio Marrocco. Nella Valle dei Santi tutto rimandato al 2027: nessuna risposta alla richiesta di Lavalle per andare al voto subito
Il dado è tratto. Con l'avvicinarsi della scadenza elettorale del 24 e 25 maggio, lo scacchiere politico del Cassinate definisce i suoi ultimi incastri. Se a Pontecorvo la sfida si fa "a tre", a Cervaro si prepara un duello che promette scintille, mentre a San Giorgio a Liri cala il sipario con un rinvio forzato che congela il paese per un intero anno.
Pontecorvo: Rotondo cerca il tris, ma la strada è affollata
Nella città fluviale l'atmosfera è già rovente. Il sindaco uscente Anselmo Rotondo, forte di dieci anni di amministrazione, punta dritto al terzo mandato consecutivo. La sua è una corazzata che punta sulla continuità, ma che ha saputo anche pescare in acque trasversali: la candidatura dell’ex deputata della Lega, Francesca Gerardi, e l'innesto di Annalisa Paliotta (area Pd) dimostrano la volontà di blindare il consenso oltre gli steccati tradizionali.
Ma la partita non sarà una passeggiata. A sbarrargli la strada c'è Giuliano Di Prete, consigliere uscente che ha saputo aggregare attorno a sé un polo civico robusto, con il sostegno di figure come Ivan Santopietro e Gianfranco Caporuscio. La vera novità, però, è la discesa in campo di Giacinto Carbone. Il suo nome è quello che ha "sbloccato la ruota" del centrosinistra: Carbone guiderà una coalizione che vede nel Pd e nell'ex assessore Gianluca Narducci i suoi pilastri, presentandosi come la vera alternativa di rottura rispetto al decennio targato Rotondo.
Cervaro: la sfida tra l'uscente Marrocco e l'ex alleato Gaglione
Spostando lo sguardo su Cervaro, il clima non è meno teso. Qui la partita sembra ormai polarizzata su due nomi che fino a ieri condividevano la stessa stanza dei bottoni. Il sindaco uscente Ennio Marrocco ha già ufficializzato nei giorni scorsi, lanciando un appello alla stabilità e al completamento dei progetti avviati.
Dall'altra parte del ring si prepara a salire Luigi Gaglione. L'ex assessore, che ha ormai rotto gli indugi, dovrebbe presentare ufficialmente la sua candidatura nella giornata di sabato.
Gaglione non sarà un candidato solitario: il suo obiettivo, quasi del tutto centrato, è quello di fare da catalizzatore per l'intera opposizione consiliare e per tutte quelle anime civiche scontente della gestione Marrocco. Sarà una sfida "faccia a faccia" dove si peseranno vecchie alleanze e nuovi rancori politici.
La beffa di San Giorgio a Liri: urne chiuse fino al 2027
Chi invece guarderà le elezioni dalla finestra è San Giorgio a Liri. Il paese sta vivendo una fase di stallo istituzionale dopo le dimissioni di massa rassegnate il 24 febbraio scorso da gran parte del Consiglio (sia maggioranza che opposizione), che hanno decretato la fine anticipata dell'era Lavalle.
Nonostante il terremoto politico, il Comune non andrà al voto in questa tornata. Una questione di tempi tecnici: non c’erano i 90 giorni necessari per legge tra lo scioglimento e la data utile delle elezioni. Di conseguenza, il paese resterà sotto la guida del Commissario prefettizio per oltre un anno, rimandando ogni discorso elettorale alla primavera del 2027.
Una doccia fredda per chi sperava in un rapido ritorno alla democrazia rappresentativa dopo le polemiche feroci sulla gestione del personale e del decoro urbano che hanno portato alla caduta della giunta. Non è stata concessa alcuna deroga, il paese resta commissariato.