Automotive, la Regione Lazio accelera: doppio binario tra vertenze locali e strategia europea

Economia - L'assessore Calvi apre ai sindacati per bloccare i licenziamenti nell'indotto di Cassino, mentre la vicepresidente Angelilli guida il fronte delle Regioni a Roma e Bruxelles: "Serve una voce unica per difendere il lavoro. Noi stiamo facendo la nostra parte, adesso tocca a Stellantis dare risposte"

Automotive, la Regione Lazio accelera: doppio binario tra vertenze locali e strategia europea
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 10-04-2026 19:08 - Tempo di lettura 3 minuti

Il destino dell'automotive italiano e del polo industriale di Cassino è stato al centro di una giornata di intensa attività diplomatica e sindacale che ha visto la Regione Lazio protagonista su due fronti complementari. Mentre la vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, tesseva la trama di una strategia comune con le altre regioni italiane ed europee per interloquire con il governo e Bruxelles, l'assessore al Lavoro Alessandro Calvi apriva i tavoli operativi per rispondere all'emergenza immediata che colpisce i lavoratori dell'indotto Stellantis, con particolare riferimento alle criticità di Trasnova, Logitech e Teknoservice.

L’incontro convocato dall’assessore Calvi ha rappresentato un momento di snodo cruciale per la vertenza che riguarda centinaia di famiglie. Al termine del confronto con le sigle sindacali, l'esponente della giunta Rocca ha chiarito che il fattore tempo è un avversario temibile, ma che la Regione non resterà inerme.

Calvi ha annunciato di aver già dato mandato agli uffici per definire una programmazione di interventi mirati sulle politiche attive per il lavoro, ribadendo che l'obiettivo prioritario è non farsi trovare impreparati in vista del 21 maggio, data in cui l’azienda presenterà il piano industriale.

Come spiegato dallo stesso assessore, crisi di questa portata vanno gestite sia sotto il profilo ordinario che straordinario, triangolando le competenze con tutti gli interlocutori interessati. Un nuovo appuntamento è già stato fissato per il 22 aprile, con l’intento di condividere i prossimi passi alla luce degli esiti degli incontri previsti la prossima settimana in sede ministeriale.

Le sigle sindacali hanno espresso posizioni ferme sulla necessità di interventi urgenti e strutturali. Per la UGL, il segretario provinciale Enzo Valente e il rappresentante della segreteria regionale Venanzio Cretarola hanno sottolineato l'estrema criticità della situazione, con le procedure di mobilità che volgono al termine.

Valente ha chiesto esplicitamente a Calvi di interloquire con le aziende affinché si trovi in extremis una soluzione che eviti i licenziamenti, insistendo sul fatto che è fondamentale far tornare le imprese sui propri passi attivando ammortizzatori sociali conservativi come la Cassa Integrazione per scongiurare quello che è stato definito un vero e proprio collasso sociale. Pur apprezzando la rapidità della convocazione regionale, la UGL ha richiamato l’importanza strategica di strumenti come la ZES per difendere la dignità del territorio cassinate.

Sulla stessa linea di fermezza si è mossa la CGIL, che insieme a Filcams, Filt e Fiom ha chiesto alla Regione di agire per bloccare le procedure di licenziamento collettivo già aperte e di prevedere un arco temporale di ammortizzatori sociali adeguato alla profondità della crisi. La proposta del sindacato punta inoltre alla costituzione di un bacino dei lavoratori dell’indotto coinvolti, partendo da chi è già uscito dal ciclo produttivo, per costruire su questo perimetro politiche occupazionali e formative mirate.

Secondo la CGIL, serve un intervento straordinario che tenga insieme tutela del lavoro, difesa delle competenze e percorsi concreti di riqualificazione, sottolineando che l’impegno preso dall’assessore Calvi di chiedere il blocco dei licenziamenti nei prossimi incontri al Ministero del Lavoro rappresenta un passaggio importante che deve ora tradursi in atti concreti.

Parallelamente alla gestione dell’emergenza locale, la vicepresidente Roberta Angelilli ha partecipato al coordinamento delle Regioni italiane con stabilimenti automotive, sotto la guida di Guido Guidesi per l’Alleanza europea delle regioni automotive. Dall’incontro è emersa la volontà di fare fronte comune per rappresentare le esigenze dei territori sui tavoli negoziali di Bruxelles.

Angelilli ha evidenziato come sia essenziale parlare con il ministro Adolfo Urso per presentarsi con una voce italiana unica, poiché è in Europa che si gioca la partita decisiva per le risorse economiche supplementari e per una semplificazione normativa che garantisca una sostenibilità non solo ambientale, ma anche industriale.

Angelilli ha ricordato gli impegni concreti già messi in campo, come l'istituzione della Zls e i 100 milioni di euro stanziati tramite il Consorzio Industriale, misure volte a favorire gli investimenti e a dare respiro alle imprese in difficoltà. Tuttavia, questo sforzo non può bastare se manca la controparte. La richiesta rivolta a Stellantis dalla regione Lazio è dunque perentoria: la multinazionale deve dire con chiarezza cosa intende fare dello stabilimento di Cassino.

La vicepresidente ha inoltre confermato la fissazione di un nuovo incontro tra il ministro Urso e le Regioni, oltre a una missione a Strasburgo prevista tra il 15 e il 18 giugno per interloquire direttamente con i parlamentari europei. Le priorità restano la salvaguardia dei siti produttivi nazionali e il rilancio dell'intero settore attraverso un piano di azione concreto che metta al centro gli investimenti e la tutela dei posti di lavoro.





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