Cassino, pugno di ferro contro il "tavolino selvaggio": scattano le prime chiusure forzate

Cronaca - Dopo 80 verbali, gli agenti della Polizia Locale agli ordini del comandante Acquaro, passano alle maniere forti: sospesa l'attività di un noto bar in centro. È il quarto locale chiuso in un mese per occupazione abusiva di suolo pubblico

Cassino, pugno di ferro contro il "tavolino selvaggio": scattano le prime chiusure forzate
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 03-04-2026 11:32 - Tempo di lettura 3 minuti

Dopo le multe, scattano le chiusure. Il Comando dei vigili urbani della città di Cassino ha avviato un vero e proprio giro di vite per metter fine al fenomeno del cosiddetto ‘tavolino selvaggio’. Già dal 2024 sono partiti diversi controlli negli esercizi pubblici e sono state portate alla luce diverse irregolarità: chi non ha mai chiesto autorizzazioni per avere i tavolini, chi aveva la licenza scaduta, chi occupava più spazio del dovuto. Dapprima c’è stata una sorta di ‘moral suasion’, un'operazione di sensibilizzazione: ammonimento verbale e nulla più.

Ma non è bastato a metter fine al fenomeno del tavolini selvaggio: gli agenti, dunque, hanno impugnato il taccuino ed hanno provveduto a stilare i verbali: sono stati circa 80 tra il finire del 2025 e i primi mesi del 2026. Già all’esito di quelle multe, l’assessore alla polizia locale Gino Ranaldi, aveva avvisato i trasgressori: per chi non si metterà in regola, scatterà la chiusura del locale.

Detto, fatto. Nelle scorse settimane il centro della città di Cassino è finito nuovamente al centro di un rigoroso intervento di controllo del territorio che ha portato, nelle ultime ore, all'esecuzione di un provvedimento di chiusura temporanea per un noto esercizio commerciale nel centro cittadino.

L'operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia Locale sotto le direttive del Comandante Giuseppe Acquaro, la cui azione sta portando frutti evidenti nel contrasto all'occupazione indiscriminata del suolo pubblico. Il caso specifico riguarda il un noto bar colpito dall'ordinanza sindacale n. 8, emanata dal primo cittadino Enzo Salera, che dispone non solo l'immediata rimozione di arredi quali tavoli, sedie, sgabelli e riscaldamenti a fungo posizionati abusivamente sulla carreggiata, ma anche la sospensione dell'attività per cinque giorni. 

Questo provvedimento - come detto - non rappresenta un episodio isolato, ma è il culmine di un percorso di monitoraggio costante che, nell'ultimo mese, ha già visto la chiusura di altri tre locali, tra cui pizzerie e frutterie, a testimonianza di come l'amministrazione non intenda fare sconti a nessuno.

L'attività degli agenti di Polizia Locale si sta dimostrando incessante nonostante le note carenze di organico, un limite che non ha tuttavia impedito di estendere i controlli oltre il perimetro dell'isola pedonale e di corso della Repubblica, raggiungendo anche aree meno centrali del tessuto urbano dove spesso l'illegalità legata alle occupazioni commerciali tende a radicarsi.

La strategia adottata dal Comando mira a ripristinare il decoro e, soprattutto, a garantire la sicurezza della circolazione pedonale e stradale, spesso compromessa da strutture installate senza alcuna autorizzazione. In questo contesto, le sanzioni amministrative dei mesi scorsi hanno lasciato il posto a misure più drastiche come le chiusure coatte, segnale inequivocabile che il tempo delle semplici diffide è terminato per chi persiste nel violare le regole della convivenza civile.

Sulla questione è intervenuto direttamente l'assessore alla Polizia Locale e vicesindaco Gino Ranaldi, il quale ha voluto precisare lo spirito che anima questi interventi. Ranaldi ha sottolineato che l'obiettivo dell'amministrazione non è di natura punitiva o vessatoria nei confronti delle attività produttive, ma è volto esclusivamente a garantire che tutti operino nel pieno rispetto delle normative vigenti: “Noi - chiosa il vice sindaco -  ci auguriamo che questi verbali possano servire affinché queste attività si mettano in regola”.





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