Cronaca - Sorpresi tre uomini mentre cercavano di occultare 50 bancali di dispositivi anti-Covid scaduti con l'ausilio di un escavatore: denunciati alla Procura di Cassino per smaltimento illecito di rifiuti.
Un’operazione lampo condotta dai Carabinieri della Stazione di Aquino ha portato alla luce un grave episodio di gestione illecita di rifiuti nel Cassinate. L’intervento, scattato nell’ambito di un consueto controllo del territorio, ha permesso di individuare un sito di smaltimento abusivo all'interno di un’area industriale dismessa nel comune di Castrocielo, concludendosi con il sequestro del sito e la denuncia di tre persone.
I militari sono intervenuti proprio mentre i tre soggetti coinvolti, di età compresa tra i 35 e i 67 anni, erano intenti a occultare le tracce dell'illecito. Sorpresi in flagrante, stavano utilizzando un escavatore per ricoprire una profonda buca scavata nel terreno, all'interno della quale era stato interrato un quantitativo enorme di dispositivi di protezione individuale.
Si tratta nello specifico di mascherine FFP2 anti-Covid che, ormai scadute e inutilizzabili, avrebbero dovuto seguire il regolare iter di smaltimento previsto per i rifiuti speciali non pericolosi.
Le indagini preliminari hanno permesso di ricostruire la portata dell'operazione abusiva. Secondo quanto emerso, nei giorni precedenti il blitz sarebbero stati trasportati nel sito circa 50 bancali di materiale, un volume tale da richiedere una logistica organizzata e l'impiego di mezzi pesanti. L’intera area interessata, che risulta formalmente nella disponibilità di una società immobiliare con sede nel cassinate, è stata immediatamente posta sotto sequestro penale per impedire ulteriori alterazioni dello stato dei luoghi.
Oltre al terreno, i Carabinieri hanno bloccato i mezzi meccanici trovati sul posto e utilizzati per le operazioni di interramento, tra cui un autocarro e un escavatore di tipo "bobcat". I tre uomini sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino, che ora coordina l'attività investigativa. L'accusa per i soggetti coinvolti è di concorso in violazione delle norme in materia di trasporto, smaltimento e gestione illecita di rifiuti.
L’Autorità Giudiziaria prosegue ora gli accertamenti per definire l'esatta provenienza dell'ingente carico di mascherine e per verificare il possibile coinvolgimento di altri attori nella filiera dello smaltimento illegale. L'episodio riaccende i riflettori sulla gestione dei residui sanitari accumulati durante l'emergenza pandemica, spesso oggetto di tentativi di smaltimento sbrigativo e dannoso per l'ambiente.
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