Economia - Mentre Federlazio accoglie con cautela l'apertura del Governo verso semplificazioni e incentivi per le aree di crisi industriale dopo la lettera di Meloni a Salera, il fronte del lavoro è scosso dalla notizia dei mancati rinnovi contrattuali presso lo stabilimento Novo Nordisk di Anagni. Stellantis e indotto sempre sotto i riflettori
Il Lazio meridionale sta vivendo un momento di profonda incertezza, in bilico tra la speranza di nuovi percorsi di sviluppo e il timore di un'imminente crisi occupazionale. L'attenzione si è focalizzata sulla lettera della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai Sindaci della Consulta del Lazio meridionale, un gesto che l'associazione Federlazio accoglie con interesse.
Il riconoscimento da parte del Governo delle difficoltà produttive e occupazionali di Frosinone e Latina, insieme alla chiara apertura verso semplificazioni per le aree di crisi industriale, è visto come un passo nella giusta direzione, confermando le istanze che l'Associazione aveva avanzato fin dall'entrata in vigore del Decreto Sud.
Il quadro normativo europeo, aggiornato per il ciclo 2022-2027, offre spiragli importanti. La Commissione Europea, rivedendo la Carta degli aiuti a finalità regionale, ha introdotto le "Zone C non predefinite", riconoscendo livelli di aiuto più elevati anche a Frosinone e Latina. Questo aggiornamento rappresenta un tentativo di correggere, seppur parzialmente, il fenomeno del "bias da capitale", ovvero lo svantaggio subito dai territori periferici penalizzati dai dati medi regionali.
Come ha sottolineato Domenico Beccidelli, Presidente Federlazio sede di Frosinone, è fondamentale che l'Italia prosegua il dialogo con Bruxelles per sfruttare appieno queste opportunità e sviluppare Zone Speciali che semplifichino le procedure amministrative, rafforzando così l'attrattività del Lazio meridionale. Pur consapevole che il quadro normativo europeo attuale impedisce l'inclusione del Lazio nella ZES (Zona Economica Speciale), Beccidelli accoglie positivamente l'impegno del Governo a costruire percorsi alternativi di semplificazione e incentivi, ma insiste sulla necessità di "continuare a fare pressione su Bruxelles per superare le distorsioni territoriali" che penalizzano l'area.
Secondo Federlazio, il territorio è a un bivio e richiede scelte tempestive per invertire la decrescita del manifatturiero e contrastare lo spopolamento. Le priorità sono chiare: è necessario estendere lo status di area di crisi industriale complessa ai comuni esclusi dell'indotto automotive, ma anche avviare immediatamente la ZLS (Zona Logistica Semplificata) e attuare le Zone C non predefinite tramite i decreti attuativi attesi. Occorre, inoltre, potenziare il Consorzio Industriale del Lazio, e sostenere opere fondamentali come la stazione dell'Alta Velocità. È vitale, conclude Beccidelli, una piena coesione tra politica, istituzioni e sistema produttivo per assicurare un futuro competitivo al territorio.
Mentre le associazioni di categoria tracciano la rotta per lo sviluppo, il mondo del lavoro è scosso da una notizia allarmante. Presso lo stabilimento Novo Nordisk di Anagni, è stato annunciato il mancato rinnovo dei primi 15 contratti in scadenza, con l'ulteriore preoccupazione per altri 50 contratti in scadenza a breve.
I sindacati sono in allarme. Davide Favoriti (segretario generale Femca Cisl Frosinone) e Antonella Valeriani (segretaria generale Cisl Frosinone) hanno espresso in una nota una "forte preoccupazione" che l'annuncio del gruppo di ridurre 9000 lavoratori nel mondo stia già allungando la sua "ombra nera" sul sito di Anagni. I sindacalisti si interrogano sulle prospettive future di uno stabilimento che rinuncia a giovani che si erano formati e stavano costruendo il proprio progetto di vita.
La CISL chiede chiarezza, attenzionando tutti i tavoli per difendere l’occupazione. La loro critica è netta: "Generalmente quando una azienda vuole investire non licenzia ma assume." Oltre ad esprimere solidarietà ai ragazzi che perderanno il lavoro, l'appello finale è quello di evitare comunicati stampa rassicuranti e di unirsi per difendere il piano d'investimenti che Novo Nordisk aveva in precedenza annunciato per Anagni. La crisi nell'indotto farmaceutico, dunque, affianca quella dell'automotive, ponendo il Lazio meridionale di fronte a una duplice sfida per la tutela dell'occupazione.A preoccupare è anche la questione Stellantis: da oggi chiusi nuovamente i cancelli dello stabilimento di Piedimonte San Germano, e a fine mese c'è il vertice al Mimit su Trasnova: indotto con il fiato sospeso.
Articolo precedente
Cassino, studenti europei uniti per la memoria e la pace. Insieme per non dimenticareArticolo successivo
Poste Italiane, il centro logistico di Cassino tra degrado e criticità