Politica - Dal potenziamento del "Santa Scolastica" con AI e Chirurgia 4.0 alla nuova Casa della Comunità: ecco il piano strategico per una Sanità di Prossimità digitale, efficiente e vicina ai cittadini. Parla Antonello Tornitore, del Direttivo locale del Carroccio
È indubbio che va accolto con estremo favore lo stanziamento della Giunta Regionale del Lazio della somma di oltre 20,6 milioni di euro a favore della ASL di Frosinone. Questi fondi, parte di un piano da 153 milioni, sono, com’è noto, destinati al rafforzamento dell'edilizia sanitaria e all'innovazione tecnologica, inclusi interventi su ospedali e Case della Comunità per migliorare i servizi sanitaria nel Basso Lazio.
Per il territorio di Cassino, polo strategico del Basso Lazio, la sfida non è solo "spendere bene", ma trasformare le risorse in un modello di Sanità di Prossimità che decongestioni l’Ospedale Santa Scolastica e integri la rete territoriale.
La proposta progettuale della Lega è strutturata per obiettivi strategici. Va innanzitutto garantito il potenziamento dell'Ospedale "Santa Scolastica" (DEA I Livello). L'obiettivo è elevare lo standard tecnologico per ridurre la mobilità passiva verso altre regioni (Campania e Molise). Per attuare questo obiettivo, bisogna immaginare di realizzare: la digitalizzazione e AI in Diagnostica: in tal senso devono essere utilizzati i fondi per il rinnovo del parco macchine (Risonanze Magnetiche ad alto campo e TC multistrato) e l'implementazione di software di Intelligenza Artificiale per lo screening oncologico e cardiologico; l’efficientamento del Pronto Soccorso: occorre creare un'area di Osservazione Breve Intensiva (OBI) potenziata e digitalizzata per la gestione dei flussi, riducendo i tempi di attesa tramite sistemi di monitoraggio pazienti in tempo reale; l’efficientamento del Blocco Operatorio 4.0: mediante l’integrazione di sistemi di chirurgia laparoscopica avanzata e setup per la tele-assistenza chirurgica.
Va, poi, realizzata la Casa della Comunità (CdC) Hub. La Casa della Comunità di Cassino deve diventare il cuore pulsante della riforma territoriale (ex DM 77/2022). In tale ambito vanno realizzati i seguenti servizi: un Punto Unico di Accesso (PUA): nella sostanza un front-office intelligente per orientare il cittadino tra servizi sociali e sanitari; l’Integrazione dei Medici di Medicina Generale (MMG): va favorita la creazione di studi medici aggregati all'interno della struttura per garantire continuità assistenziale 12/24 ore, 7 giorni su 7, gli Ambulatori Specialistici di II Livello: queste strutture possono garantire la gestione in loco delle patologie croniche (diabete, ipertensione, BPCO) attraverso team multidisciplinari (infermiere di famiglia, specialista, dietista).
Occorre, poi, investire per realizzare l’Innovazione Tecnologica e la cd. Sanità Digitale. Cassino, data la sua estensione e la presenza di zone montane limitrofe, è il candidato ideale per un ecosistema di cd. Connected Care. In tale ambito è necessario realizzare una Centrale Operativa Territoriale (COT) che coordini la presa in carico del paziente nel passaggio tra ospedale e domicilio, monitorando i posti letto e le dimissioni protette.
Occorre, poi, organizzare il servizio di Telemedicina e Telemonitoraggio, mediante diffusione dei cc.dd. Kit di Telemonitoraggio: la distribuzione di device IoT a pazienti cronici consentirebbe il controllo remoto dei parametri vitali mentre il paziente rimane nel proprio domicilio senza subire il disagio del ricovero in ospedale. In tale programma, potrebbe essere organizzata anche la Televisita: ciò consentirebbe l’abbattimento delle liste d'attesa per controlli routinari attraverso una piattaforma regionale certificata, evitando al paziente spostamenti inutili.
Va ancora garantito il Rafforzamento dell'Assistenza Domiciliare (ADI). L'obiettivo è raggiungere la soglia del 10% della popolazione over 65 assistita a casa. A tal fine andrebbe organizzato un servizio mediante Smart Vehicles, cioè unità mobili attrezzate per diagnostica di base a domicilio (ECG, prelievi, ecografie) per pazienti fragili o non autosufficienti, e andrebbe rafforzata la formazione, mediante l’attuazione di programmi di formazione continua per gli infermieri di famiglia e comunità sull'uso delle nuove tecnologie e sulla gestione clinica avanzata.
Per garantire la massima trasparenza e l'efficacia dell'investimento, un progetto come quello sopra delineato dovrebbe prevedere:
Azione KPI Atteso
Upgrade Tecnologico Riduzione del 20% delle liste d'attesa per esami diagnostici entro 18 mesi.
Casa della Comunità Riduzione del 15% degli accessi impropri (Codici Bianchi/Verdi) al Pronto Soccorso.
Telemedicina Copertura di almeno 1.000 pazienti cronici nel primo anno di attivazione.
La Lega è consapevole che un piano come quello proposto richiede una governance partecipata che includa l'Università degli Studi di Cassino (per la ricerca applicata), gli enti locali e le forze politiche che governano il territorio in modo da garantire che l'investimento regionale non si riduca solo a un restyling edilizio, ma diventi una vera rivoluzione culturale e organizzativa.