Politica - In Sala Restagno, esperti del settore giuridico e magistrati approfondiscono i temi della riforma: dalla separazione delle carriere all'indipendenza della magistratura, un servizio di orientamento civile per i giovani elettori.
Il confronto tra autorevoli esponenti del No e del SI’ nel referendum del 22 e 23 marzo prossimi alla presenza di studenti di due classi (le quinte G ed M) del Liceo Scientifico “Pellecchia”, questa mattina, in sala “Restagno”, ha reso un “servizio” utilissimo a chiarire le idee a giovani che per la prima volta si accingono ad esercitare il proprio diritto di voto. Ad organizzare il convegno dal titolo “Referendum e Giustizia” l’Unione Nazionale Mutilati per Servizio – Sezione di Cassino, con il patrocinio del Comune.
L’iniziativa è nata appunto con l’obiettivo di promuovere un confronto aperto e qualificato sui temi oggetto del referendum, offrendo l’opportunità di approfondire le diverse posizioni attraverso il contributo di esperti del settore giuridico. Per il “NO” sono intervenuti il dott. Alfredo Mattei, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Cassino, e l’avv. Pasquale Di Gabriele; per il “SÌ” l’avv. Giuseppe Di Mascio, presidente dell’Ordine degli avvocati e l’avv. Gianluca Giannichedda, presidente della locale Camera Penale. A moderare i lavori la giornalista Angela Nicoletti.
In rappresentanza del Comune ha partecipato il vicesindaco Gino Ranaldi in sostituzione del sindaco Salera impegnato a Roma. Non ha fatto mancare la sua presenza, pur se ha dovuto abbandonare in largo anticipo l’uditorio per impegni inderogabili, il Procuratore della Repubblica dott. Carlo Fucci.
Prendendo subito la parola, ha rilevato come la Costituzione sia stato un patto tra diverse culture, sensibilità, visioni del paese e come l’attuale proposta di modifica violi quel patto perché fatta unilateralmente. Ha lasciato quindi la sala consegnando ai protagonisti del confronto sulla tematica referendaria i seguenti interrogativi: la riforma viene ad alterare i poteri dello Stato? C’entra qualcosa con i reali problemi della Giustizia? Può incidere sull’errore giudiziario?
Sono seguiti i saluti del presidente regionale dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, dott. Angelo Vesto, e del Presidente della locale Sezione U.N.M.S Cav. Massimo Spigola che nell’emozionato saluto ai ragazzi in sala ha loro ricordato che “ votare non è solo un diritto, ma è una responsabilità”. Entrando nel merito dell’argomento, il dott. Mattei ha definito la riforma una “etichetta truffaldina”, in particolare rispetto al tema della separazione delle carriere, sostenendo come questa, nei fatti, sia già esistente nell’attuale ordinamento.
Il magistrato ha quindi posto una domanda centrale: “A chi serve questa riforma se l’assetto è già definito?”, mettendo così in evidente dubbio la reale necessità dell’intervento legislativo. Tra le criticità evidenziate, anche l’impiego di maggiori risorse economiche: circa 100 milioni di euro in più destinati agli organismi di valutazione dei giudici che – secondo Mattei – potrebbero essere utilizzati per affrontare in modo più concreto le inefficienze del sistema giudiziario.
In conclusione ha espresso forte preoccupazione per quella che ha definito “una possibile strategia di indebolimento della componente togata, con il rischio di un condizionamento del potere giudiziario da parte dell’esecutivo”. Un processo che, a suo avviso, porterebbe ad una pericolosa frantumazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Di diverso avviso l’avvocato Giuseppe Di Mascio, che, così come il collega avvocato Giannichedda poi, hanno replicato con l’abilità di navigati operatori del diritto per sostenere la necessità della riforma. Il sistema attuale sarebbe stato sinora condizionato dal gioco delle correnti interne alla magistratura, incidendo negativamente sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura. “La riforma, hanno sostanzialmente affermato, rappresenterebbe invece “un profondo e necessario processo di rinnovamento” volto a liberare il CSM da tali dinamiche e a restituire maggiore equilibrio e trasparenza al sistema.
E’ stato ribattuto che il problema grosso, quello centrale, rimane l’indipendenza della Magistratura che viene messo in discussione, al di là delle vaghe rassicurazioni che non rassicurano affatto. A tal proposito c’era andato dritto l’avvocato Di Gabriele sostenendo invece che si tratta di una riforma contro i magistrati, inserita in un disegno volto a ridurre i controlli e rafforzare il potere esecutivo.
Ha richiamato anche diverse vicende giudiziarie e collegato diverse riforme - tra cui l’abolizione dell’abuso d’ufficio e il ridimensionamento della Corte dei Conti – a un unico obiettivo: limitare i controlli di legalità. Evocato anche il rischio di squilibri istituzionali, richiamando la legge Acerbo del 1923 e i principi costituzionali della separazione dei poteri, sottolineando come le regole democratiche debbano essere condivise e non imposte unilateralmente. Il convegno ha indubbiamente offerto agli studenti e ai cittadini presenti un’importante occasione di confronto tra visioni opposte, contribuendo a una più ampia consapevolezza in vista dell’imminente appuntamento referendario.
Articolo precedente
Stellantis, Salera invita Landini alla manifestazione di Cassino. Intanto esplode il caso AtlasArticolo successivo
Referendum per entrare nel Parco: una scelta per il futuro di Pescosolido