Cronaca - Intervenuto nello speciale di Sky TG24 su Rogoredo, il responsabile di Exodus denuncia vecchie leggi e nuove fragilità: "le nuove droghe cambiano più velocemente della capacità di intercettarle, il gioco d'azzardo dilaga e le dipendenze digitali isolano i più giovani. Cresce il consumo di crack e psicofarmaci". La risposta locale? Più videosorveglianza nelle aree verdi per fermare lo spaccio
Dagli schermi nazionali di Sky TG24 al cuore della Città Martire, il filo rosso è quello di un’emergenza che non conosce confini: le dipendenze. A lanciare l'allarme è Luigi Maccaro, responsabile della comunità Exodus di Cassino, intervenuto durante uno speciale della nota emittente dedicato a Rogoredo, la più grande piazza di spaccio d’Italia.
Ma se il "bosco" milanese è il simbolo visibile del degrado, Maccaro avverte: quello che vediamo è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno che sta mutando pelle, diventando sempre più insidioso e diffuso, anche nelle nostre province. Durante il suo intervento, Maccaro ha tracciato un identikit preoccupante dei nuovi assuntori. Lontano dai vecchi stereotipi, oggi la droga si intreccia indissolubilmente con la salute mentale.
"Il bosco non è solo un luogo di degrado: è il termometro di un fenomeno che in Italia continua a crescere in silenzio" ha spiegato Maccaro. "C'è meno 'curiosità chimica' e più fragilità emotiva. Assistiamo a un boom di psicofarmaci senza prescrizione, a una cannabis sempre più potente e a una cocaina diventata ormai sostanza di massa".
Il quadro tracciato dal responsabile di Exodus è quello di un sistema che rincorre: le nuove droghe cambiano più velocemente della capacità di intercettarle, il gioco d'azzardo dilaga e le dipendenze digitali isolano i più giovani. Sullo sfondo, il dramma delle carceri, dove oltre un terzo dei detenuti è tossicodipendente.
Maccaro non si è limitato all'analisi, ma ha chiesto a gran voce un cambio di passo. Prevenzione precoce: Intervenire prima che il disagio diventi dipendenza cronica. Aggiornamento normativo: La legge attuale è ferma a 35 anni fa, inadeguata alle nuove sfide. Meno burocrazia: Serve una presa in carico flessibile e personalizzata, con una reale integrazione tra pubblico e privato sociale. Exodus continua a fare la sua parte, accogliendo e supportando ogni anno oltre mille ragazzi attraverso comunità, centri diurni e unità di strada. Ma il "miracolo" degli operatori, fatto spesso con mezzi limitati, da solo non basta più.
Le parole di Maccaro risuonano con particolare gravità proprio a Cassino, dove la cronaca recente conferma che il problema non è confinato nelle metropoli. Anche nella città benedettina si registra un preoccupante aumento del fenomeno dello spaccio, che ha spinto le autorità locali a correre ai ripari.
Le aree verdi cittadine, luoghi di aggregazione per famiglie e bambini, sono finite nel mirino dei pusher. Per contrastare questa deriva, l'amministrazione e le forze dell'ordine hanno avviato un piano di potenziamento della sicurezza: nuove telecamere di videosorveglianza sono state installate e attivate nei parchi pubblici della città.
Un "Grande Fratello" necessario per restituire sicurezza ai cittadini e scoraggiare i traffici illeciti, ma che conferma implicitamente l'analisi di Maccaro: il disagio è tra noi, nelle piazze che attraversiamo ogni giorno. La tecnologia e la repressione sono strumenti utili, ma come ricorda Exodus, senza un intervento educativo e sociale profondo, rischiano di curare solo il sintomo e non la malattia.
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