Cronaca - I contribuenti della Città Martire hanno dichiarato 22.292 euro lordi, migliorando rispetto all'anno precedente. Un aumento si registra anche negli altri centri del Cassinate: tutti i dettagli
Il reddito medio dei residenti in provincia di Frosinone si attesta intorno ai 20.000 euro, in leggera diminuzione rispetto alla media nazionale ma in aumento se messo a confronto con quello dell’anno precedente. I dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze evidenziano come ci sia un incremento sia a livello nazionale, che in Ciociaria.
I 42,6 milioni di contribuenti italiani hanno dichiarato 23.950 euro lordi: i dati si riferiscono ovviamente ai redditi percepiti nel 2023 e dai quali viene fuori che, nonostante la crisi che morde in maniera particolare il sud della provincia con le problematiche legate al settore automotive, la Ciociaria non si è impoverita. Anzi. A incrementare i redditi è il comune capoluogo con un reddito medio pro capite nel 2023 di 24.586 euro, l’anno scorso era di 22.053 euro. La Ciociara fa meglio dei “cugini” pontini (23.752 euro) e di Viterbo (23.808 euro); come l’anno scorso, a livello regionale resta però dietro a Roma (30.173 euro) e, seppur di poco, a Rieti (24.757 euro).
Venendo nello specifico ai comuni ciociari, subito dietro Frosinone c’è Cassino: anche la città martire fa meglio dell’anno scorso con il reddito pro capite che passa da 19.932 euro agli attuali 22.292 euro. Balzo in avanti anche per gli altri centri più grandi della Ciociaria: Sora passa da 18.460 euro agli attuali 20.607 euro; Anagni da 19.463 a 21.491 euro; Alatri da 18.731 a 20.263 euro; Ferentino da 19.091 a 20.958 euro. Infine, a 20.808 euro si attesta il reddito del 2023 del Comune di Ceccano, seguito da Pontecorvo (20.238 euro), Fiuggi (20.664 euro), Monte San Giovanni Campano (19.018) e Veroli (18.995 euro).
Per i comuni del cassinate, questi alcuni numeri: Roccasecca (21.133 euro), Castrocielo (21.719 euro), Piedimonte San Germano (20.356 euro); Sant'Elia Fiumerapido (19.518 euro), Villa Santa Lucia (19.218 euro), San Giorgio a Liri (19.04 euro), Pignataro Interamna (17.814 euro), Ausonia (17.809 euro), Coreno Ausonio (18.920 euro), Cervaro (20.911 euro), San Vittore del Lazio (19.831 euro) e Castelnuovo Parano (18.637 euro).
Chiudono i piccoli centri al di sotto dei 5.000 residenti: il comune più “povero” si conferma essere ancora una volta quello di Terelle: il piccolo centro montano del cassinate segna comunque un aumento rispetto all’anno precedente passando da un reddito pro capite dei 286 residenti di 10.724 euro a quello attuale di 12.111 euro.
L’aumento dei redditi in provincia di Frosinone sembrerebbe stridere con la crisi del mercato del lavoro e le problematiche legate allo stabilimento Stellantis, motore dell’economia del Lazio Meridionale che però ormai da anni è “in panne”. Ma questi dati dimostrano come, ormai da alcuni anni, il territorio ciociaro non sia più “Fiat-dipendente”.
Lo ha spiegato di recente anche il segretario generale della Cisl del Lazio Enrico Coppotelli che nel commentare l’avanzata della provincia di Frosinone rispetto a quelle di Latina e Viterbo ha evidenziato: “Frosinone e Rieti, storicamente trainate dalle industrie, adesso crescono invece grazie al pubblico impiego e ai servizi che riescono a sopperire alla disfatta del settore automotive. Tuttavia il rovescio della medaglia è che si rischia una fuga di giovani perché al netto dei settori del chimico e farmaceutico, che ancora riescono a dare una certa stabilità, non si vede nuovo sviluppo e un futuro certo nel settore industriale”.
Nonostante l’aumento dei redditi, però, le criticità non mancano: c’è anzitutto quella del ‘gender gap’ con le donne che continuano a guadagnare meno degli uomini e c’è comunque un’ampia fascia di popolazione con un reddito molto basso. A tal proposito uno dei comuni più grandi della Ciociaria, quello di Cassino, nei giorni scorsi in Consiglio comunale ha approvato una norma che ha l'obiettivo di fornire un aiuto concreto alle famiglie che si trovano in difficoltà economica. La misura adottata prevede l'esenzione totale dall'IRPEF comunale per i redditi fino a 8.000 euro, mentre per le fasce di reddito superiori, è prevista una riduzione dell'aliquota, attualmente allo 0,8%. Perché, appunto, nonostante i dati incoraggianti, la crisi nel sud Lazio continua a mordere e quello che una volta era il ceto medio adesso si trova ai confini con la povertà.
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