Trappole per cinghiali in giardino: il vicino di casa lo denuncia

Cronaca - Il fatto si è verificato a Cervaro: della questione sono stati interessati i carabinieri del nucleo forestale. Tutti i dettagli della vicenda

Trappole per cinghiali in giardino: il vicino di casa lo denuncia
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 18-09-2024 12:42 - Tempo di lettura 2 minuti

Uccisione e maltrattamento di animali: scatta la denuncia per un cittadino residente a Cervaro. L’uomo, secondo quanto rappresentato da un suo vicino ai carabinieri del nucleo forestale di Cassino, avrebbe utilizzato trappole per i cinghiali e proprio grazie a queste trappole sarebbe riuscito a catturare un ungulato, poi ucciso.  L'impiego di tali trappole, com’è noto,  è disciplinato da normative regionali e il fai da te è assolutamente vietato. Periodicamente, non pochi cittadini sono stati multati a causa dell'utilizzo fuori norma di trappole per la caccia al cinghiale o ad altri animali.

Per questo motivo l’uomo che nei giorni scorsi ha presentato denuncia ai carabinieri del nucleo forestale di Cassino, ha raccontato che in passato aveva messo in guardia in passato il suo vicino sull’utilizzo di tali trappole, dicendosi pronti di rivolgersi alla Protezione civile. Dopo questo monito, si è però verificato un episodio increscioso. 

Il denunciante ha infatti raccontato agli agenti che, con molta probabilità, a rimanere vittima delle trappole per animali del vicino, è stato anche uno dei suoi 15 gatti: l’uomo, infatti, gestisce insieme alla moglie una colonia felina. Proprio il giorno dopo che la moglie dell’uomo ha redarguito il vicino sull’uso delle trappole, uno dei gatti non è stato più trovato.

Sempre l’uomo di Cervaro che nei giorni scorsi si è recato dagli agenti del nucleo forestale dei carabinieri per sporgere denuncia ha inoltre aggiunto che il vicino nei giorni scorsi dopo aver catturato un cinghiale grazie alle trappole, lo ha sparato con il fucile. Non solo racconti: in questo caso il denunciante ha spiegato di avere documentazione video dell’accaduto.

Le trappole per cinghiali fai da te, come dicevamo, sono assolutamente illegali e rappresentano anche un pericolo. Non molti anni fa, nel mese di settembre del 2015, a Ferentino un cacciatore morì per la trappola esplosiva piazzata dall'amico: a perdere la vita fu il 73enne Luciano Bondatti. Dopo sei anni, nell’estate del 2021, la sentenza definitiva che ha condannato a due anni e dieci mesi di carcere Angelo Dell’Omo. 

Bondatti e Dell'Omo erano vicini di casa, si conoscevano e avevano in comune la passione per la caccia. Quella mattina Bondatti uscì all'alba per fare un sopralluogo in un sentiero battuto dai cinghiali. In quel punto Dell'Omo aveva piazzato un ordigno rudimentale. Una pratica di caccia al cinghiale illegale, oltre che pericolosissima. Bondatti non era a conoscenza della presenza della trappola esplosiva e nemmeno per lui sarebbe stato facile scoprirla a causa della folta vegetazione e della poca luce. Inavvertitamente quindi calpestò la bomba e la deflagrazione gli causò la rottura dell'arteria femorale. Nessuno sentì il boato, cosa che avrebbe consentito di chiamare i soccorsi. Bondatti morì dissanguato. A trovare il corpo senza vita fu un passante.

Un precedente che ha scosso la Ciociaria e l’ambiente dei cacciatori, l’imperativo è quello di evitare tragedie simili. Per questo motivo l’uomo di Cervaro che nei giorni scorsi ha sporto denuncia chiede la punizione del suo vicino per i reati che si possono ravvisare, se accertati, come l’uccisione e maltrattamento di animali. 

A seguito della denuncia presentata nei giorni scorsi sono state avviate le indagini: l'articolo 544-ter del codice penale punisce con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro, chiunque per crudeltà o senza necessità cagiona una lesione ad un animale animale o lo sottopone a sevizie, o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche.
 





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