Scuola e Università - Gli alunni hanno ascoltato con attenzione la lectio magistralis del relatore sul poeta satirico Decimo Giunio Giovenale
Gli alunni delle classi prime delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Aquino e Castrocielo hanno ascoltato con attenzione la lezione del professore Ernesto Pellecchia sul poeta satirico Decimo Giunio Giovenale, loro illustre concittadino.
“Io credo che la scuola abbia un debito di riconoscenza verso il professor Ernesto Pellecchia perché rappresenta la memoria, lo studio, la ricerca - ha dichiarato il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Aquino, Antonio Tubiello - . Avere avuto un seminario con lui significa proprio letteralmente avere gettato tra i giovani studenti un seme che potrà dare più in là buoni frutti. Dal prossimo anno nelle nostre scuole secondarie di I grado si studierà il latino ed è stato perciò significativo introdurre questo grande poeta e retore per il tono, per la straordinaria potenza espressiva del suo stile, per la scelta dei temi ancora attualissimi”.
Un plauso alla comunità scolastica è stato poi rivolto dal sindaco di Aquino, l’avvocato Fausto Tomassi, presente alla lectio magistralis del docente Pellecchia, per aver valorizzato le peculiarità culturali del territorio aquinate.
Il docente Pellecchia durante l’incontro che si è svolto nei giorni scorsi, ha spiegato l’origine del nome del poeta, aneddoti e curiosità sulla storia del premio a lui dedicato (giunto quest’anno alla XX edizione) di come tale manifestazione culturale abbia generato nel tempo un rinnovato interesse nazionale e internazionale verso questo autore che può definirsi il più moderno tra i poeti antichi.
Il professore è passato poi a rendere comprensibile ai giovani alunni il significato della parola satira quale sinonimo di critica, di osservazione polemica, di giudizio ironico verso questioni politiche, sociali, morali ed economiche e di quanto sia diverso il tono con cui essa si può rappresentare: talvolta divertente, leggero ma anche severo, aspro, proprio quello scelto da Giovenale.
Negli innumerevoli esempi proposti dal professore, tratti dalla lettura delle sue Satire, è evidente come il poeta aquinate descriva con amarezza e in tono tagliente gli usi e i costumi della Roma imperiale, indignato per la decadenza dei costumi, per l’elevato livello di corruzione raggiunto, per i vizi dilaganti della caput mundi, fornendone una ricca documentazione e mostrando quanto la sua denuncia sia straordinariamente attuale.
La satira giovenaliana, secondo il professor Pellecchia, è oggi la satira di riferimento più di quella di Lucilio, Orazio e Persio.
Al termine della lezione i ragazzi della classe 1^A di Aquino, dopo aver letto in classe alcuni passi della terza satira, hanno rappresentato i problemi della Roma caotica di Giovenale confrontandoli con gli odierni: traffico impazzito, costi della vita elevati, presenza massiccia di immigrati, diffusione della criminalità e della corruzione. In ultimo c’è stata la consegna di una targa di riconoscimento e stima al professor Pellecchia.
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