Maxi sequestro da 25 milioni di euro nel Cassinate: colpito imprenditore vicino ai clan

Cronaca - La Guardia di Finanza colpisce l'imprenditore "socialmente pericoloso" con precedenti per droga e bancarotta. Conferenza stampa in Procura per i dettagli dell'operazione

Maxi sequestro da 25 milioni di euro nel Cassinate: colpito imprenditore vicino ai clan
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 20-11-2025 13:29 - Tempo di lettura 2 minuti

Un tesoro di oltre 25 milioni di euro è stato sequestrato in via preventiva dalla Guardia di Finanza di Roma e Frosinone. L'operazione, condotta dal Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) e coordinata dalla Procura di Cassino, ha colpito Arturo Salvatore Di Caprio, un imprenditore ritenuto socialmente pericoloso a causa dei suoi presunti legami storici, prima con il clan di camorra La Torre e poi con i Casalesi.

Gli inquirenti accusano Di Caprio di aver messo in piedi e gestito due associazioni per delinquere specializzate in gravi reati fiscali, tra cui truffa aggravata (anche ai danni dello Stato), riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta. Per gli investigatori, l'imprenditore avrebbe accumulato nel tempo una ricchezza enorme, palesemente sproporzionata rispetto ai redditi che aveva dichiarato ufficialmente.

Di Caprio - come spiegato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in Procura presieduta da Carlo Fucci - non è nuovo alle cronache giudiziarie: era già finito in manette a novembre del 2018 con l’operazione "Cavaliero Nero" e, più recentemente, nell’agosto del 2022, dopo un periodo di latitanza. Ha già collezionato condanne definitive per traffico di droga e bancarotta. Il sequestro preventivo ha interessato un ampio patrimonio: conti correnti, inclusi quelli esteri, un terreno situato a Piedimonte San Germano, ben 37 società e sei lussuose automobili.





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