TFA Unicas, il caso approda a Report: i silenzi di Baglione e l'ombra del prestanome

Cronaca - L'inchiesta di Danilo Procaccianti su Rai 3 svela nuovi retroscena tra silenzi e verità negate: dalle dichiarazioni di Mignanelli all'analisi dell'accaduto nella redazione di LeggoCassino, fino alla società "ombra" per il riciclaggio dei proventi illeciti

TFA Unicas, il caso approda a Report: i silenzi di Baglione e l'ombra del prestanome
di Redazione - Pubblicato: 26-01-2026 19:42 - Tempo di lettura 2 minuti

I riflettori di Report si sono accesi ieri sera su Rai 3 per fare luce sul lato oscuro del TFA Sostegno all’Unicas. L’inviato Danilo Procaccianti ha portato i telespettatori nel cuore della città di Cassino, documentando con interviste e appostamenti i nuovi  sviluppi dell'inchiesta.

Intercettato proprio nel centro della città martire, Massimiliano Mignanelli, già direttore delle risorse umane dell'Unicas, uno degli indagati dell'inchiesta, ha risposto alle incalzanti domande di Procaccianti in merito alla presunta compravendita dei test. Mignanelli ha fermamente negato la possibilità di una fuga di notizie dall'interno, dichiarando che era tecnicamente impossibile venire a conoscenza delle domande in anticipo.

Nonostante il clima teso intorno all'Ateneo, si è detto fiducioso nel lavoro della Magistratura, auspicando che i processi facciano presto chiarezza sulle responsabilità individuali. Il servizio ha poi mostrato un tentativo di confronto con Giancarlo Baglione, anche lui indagato, titolare della scuola Cervantes di Sora, il quale ha però scelto di non rilasciare dichiarazioni, trincerandosi dietro un assoluto silenzio davanti al microfono di Rai 3.

Per ricostruire l'impatto mediatico e sociale della vicenda, Procaccianti ha fatto tappa nella redazione di LeggoCassino, dove ha incontrato il direttore Alberto Simone. Insieme hanno analizzato come il "caso Unicas" abbia travolto la città, dal momento che ha portato all'arresto di due professori dell'ateneo.

Ma il vero affondo del servizio di Report ha riguardato quello che viene ipotizzato come un tassello fondamentale del sistema criminale: l'individuazione di un presunto prestanome riconducibile a uno dei principali indagati, Giancarlo Baglione. Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta giornalistica: il prestanome avrebbe agito per conto di Baglione creando una società ad hoc.

Questa struttura societaria sarebbe stata utilizzata per movimentare migliaia di euro, presumibilmente provento dei pagamenti illeciti. Mentre la Magistratura prosegue il suo corso, il servizio di ieri sera ha gettato nuove ombre, lasciando intendere che l'inchiesta potrebbe allargarsi ulteriormente.





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