Scuola e Università - Aula magna gremita al Campus Folcara per l’atteso incontro con il fisico. Oltre quattrocento persone tra studenti, docenti e cittadini hanno seguito con entusiasmo la lezione dello scienziato, che parlando dell'IA ha sottolineato: "I rischi dipenderanno dalla nostra capacità politica di evitarli. Andranno persi alcuni posti di lavoro, così come già avvenuto con altre nuove tecnologie"
L'atmosfera è quella delle grandi occasioni, così come l'aula magna del Campus Folcara: gremita sin dalle 9.30 di ieri mattina. Gli oltre trecento posti a sedere non sono bastati a contenere il vasto pubblico accorso per la lectio magistralis del premio Nobel Giorgio Parisi sull'Intelligenza Artificiale.
Saranno quasi 400, in totale, i presenti all'evento tra studenti universitari, alunni delle scuole superiori di Cassino, docenti e professionisti. Ma non solo. Nell’ aula magna dell’Università di Cassino anche tanti 'semplici cittadini', animati da curiosità: è la prima volta, del resto, che l'Unicas ospita un Premio Nobel.
Ad aprire la giornata sono stati il Rettore Marco Dell’Isola, che ha espresso l'orgoglio dell'Ateneo per l'ospite di così alto profilo, il Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia Gianluca Lauta e il Presidente dell’Italian Society of Logic and Philosophy of Science Vincenzo Fano. Tutti hanno evidenziato come la figura e la lezione di Parisi rappresentassero un'opportunità unica di crescita e ispirazione.
A introdurre la Lectio con un inquadramento scientifico e filosofico è stato il prof. Gennaro Auletta, docente di Logica e Filosofia della Scienza, preparando il terreno per l'intervento del Premio Nobel. Nella prima filla della vasta platea, tra i presenti, a testimonianza dell'interesse suscitato dall'iniziativa, c'era anche il Sindaco Enzo Salera di Cassino
La Lectio Magistralis di Parisi, intitolata semplicemente “L’Intelligenza Artificiale” ha catturato l’attenzione di tutti i presenti che hanno ascoltato in religioso silenzio, prendendo appunti e registrando i passaggi salienti. Una calorosa standing ovation ha salutato il fisico al termine della sua relazione.
Nel suo intervento, Parisi ha sottolineato come allo stato attuale la conoscenza dell’intelligenza artificiale sia ancora in una fase esplorativa, paragonandola alle grandi invenzioni del passato.
Questo uno dei passaggi della Lectio di Parisi: “Oggi non abbiamo ancora una teoria chiara di come funzioni l’intelligenza artificiale. Quando, ad esempio, furono inventate le macchine a vapore, gli ingegneri sapevano usarle, ma la teoria che ne spiegava il funzionamento – la termodinamica – arrivò un secolo dopo. Allo stesso modo, ora abbiamo strumenti che funzionano, ma non sappiamo ancora esattamente perché”.
Dopo la relazione, l'atmosfera si è fatta ancor più vivace con la sessione di domande e risposte. Il Premio Nobel non si è sottratto a rispondere ad alcun quesito, incalzato dalla curiosità e dall'interesse del vasto pubblico. È qui che la lectio si è trasformata in un dialogo intergenerazionale e interdisciplinare.
Le domande spaziavano dal neolaureato che domandava quali conseguenze l'IA potrà avere sull'occupazione, al medico ormai in pensione che chiedeva come l'AI potrà aiutare anche in medicina, fino a questioni di etica e di regolamentazione. L’intensa interazione con il pubblico, le numerose domande rivolte al professor Parisi e l’entusiasmo con cui studenti e studentesse lo hanno circondato al termine della Lectio, hanno dato la misura di un incontro destinato a rimanere a lungo nella storia dell'Unicas.
Ai nostri microfoni, intercettato subito dopo il termine della lectio, il professor Parisi ha voluto sintetizzare il suo pensiero in merito ai rischi e alle opportunità dell'Intelligenza Artificiale, ponendo l'accento sulla responsabilità umana e politica: "I rischi dell’IA - ha sottolineato - dipenderanno dalla nostra capacità di evitarli. Se non li evitiamo andremo a sbattere. Possiamo evitarli se riusciamo nella capacità politica di farlo."
Il Premio Nobel ha poi affrontato apertamente la questione del lavoro, rassicurando, ma allo stesso tempo invitando a una profonda riflessione sociale: "L'occupazione è a rischio? Certamente - dice - salteranno tutta una serie di lavori ripetitivi, come sono saltate le agenzie di viaggio 20 anni fa, adesso i biglietti li prenotiamo da casa. Da un lato è un'ottima cosa che l'uomo non debba fare lavori ripetitivi, però a quel punto bisognerà evitare la disoccupazione. Ci saranno problemi sociali che dovranno essere ammortizzati e bisogna capire come farlo".
La cerimonia si conclude con l'omaggio del rettore Dell'Isola che dona al premio Nobel la medaglia dell'Unicas.