Attualità - Il ritorno del "De revolutionibus": l'operazione è stata condotta dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale.
È il 21 aprile 2026. Una mattinata come tante. Il sole risplende nei chiostri dell’Abbazia di Montecassino. I numerosi turisti inondano la quiete del Monastero. Risuonano lingue diverse. Don Alessandro Trespioli, Bibliotecario dell’Abbazia, riceve una visita inaspettata. Sono due carabinieri in borghese del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Hanno una consegna da effettuare. È un pacco speciale. Un involucro trasparente.
All’interno, avvolto nella carta velina, un libro. È un testo antico. Un esemplare dell’edizione del “De revolutionibus orbium coelestium” di Niccolò Copernico, stampato a Basilea nel 1566. È la prima edizione del “De revolutionibus” che include anche, in un unico volume, la “De libris revolutionum Copernici narratio prima” di Georg Joachim Rheticus, che diede un importante contributo alla promozione, comprensione e diffusione delle idee di Copernico.
Christie’s, una delle più prestigiose case d’asta al mondo, ha valutato un esemplare della medesima edizione tra i 60.000 e gli 80.000 dollari. Fa parte dei volumi antichi illecitamente sottratti alla Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Montecassino. La vicenda, risalente alla primavera e all'estate del 2011, rappresenta uno dei capitoli centrali dell'attività criminale di Massimo De Caro, noto per essere stato il direttore della Biblioteca dei Girolamini a Napoli, dove ha organizzato un saccheggio di migliaia di volumi antichi. Arrestato nel 2012, è stato condannato per peculato a 7 anni, poi saliti a 12 in seguito ad altri procedimenti.
De Caro, secondo le ricostruzioni, in veste di autorevole studioso e consulente ministeriale, utilizzava collaboratori per distrarre i monaci custodi delle biblioteche, riuscendo così a sottrarre i volumi indisturbato. Dalla Biblioteca di Montecassino è stato denunciato il furto di: sei incunaboli; due xilografie da incunabolo; cinque cinquecentine; due seicentine.
Sono tornati a Montecassino, grazie all’intervento delle autorità competenti: due incunaboli; una cinquecentina; una seicentina, un esemplare della prima edizione a stampa di “Le operazioni del compasso geometrico et militare” di Galileo Galilei stampato a Padova nel 1606. Della Seicentina, rientrata anche questa a Montecassino, De Caro aveva prodotto un falso, inserito al posto dell’originale.
L’esemplare dell’edizione del “De revolutionibus orbium coelestium” di Niccolò Copernico, stampato a Basilea nel 1566, restituito ieri, 21 aprile 2026, è rimpatriato il 15 dicembre 2023, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria cosiddetta “Operazione Girolamini”, provenendo dagli Stati Uniti d’America (New York), dove, a sua volta era giunto passando per la Francia (Parigi). Un altro pezzo di Montecassino è tornato a casa.
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