Politica - La circolazione sui social di un contenuto promozionale legato agli School Days 2026 di MagicLand, successivamente rimosso, ha riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto sempre più ambiguo tra mondo scolastico e comunicazione militare. Parla Alessandro Marino, docente e referente Giovani del Gruppo territoriale Cassino Movimento 5 Stelle
La circolazione sui social di un contenuto promozionale legato agli School Days 2026 di MagicLand, successivamente rimosso, ha riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto sempre più ambiguo tra mondo scolastico e comunicazione militare. Nel materiale diffuso comparivano immagini di simulazioni operative, uomini armati in assetto tattico e interventi in ambienti urbani, presentati come esperienze formative rivolte anche a studenti minorenni.
Un immaginario che richiama scenari di guerra e che rischia di trasformare l’uso della forza in un linguaggio normale, accettabile e persino attrattivo. Sulla vicenda interviene Alessandro Marino, docente e referente Giovani del Gruppo territoriale Cassino Movimento 5 Stelle, che esprime forte preoccupazione per il progressivo processo di militarizzazione culturale che attraversa anche il sistema educativo.
“Quando immagini di addestramento militare vengono proposte come attività didattiche, il confine tra informazione e propaganda viene superato. Si trasmette ai più giovani l’idea che la violenza armata sia una componente ordinaria della vita sociale, svuotata delle sue conseguenze reali. Viviamo in una fase storica segnata da conflitti aperti, da escalation militari e da una presenza sempre più pervasiva delle armi nell’immaginario collettivo.
Le cronache internazionali mostrano quotidianamente quanto siano devastanti gli effetti dell’uso della forza, come dimostrano anche i recenti episodi avvenuti negli Stati Uniti durante operazioni delle forze federali. In questo contesto è profondamente sbagliato presentare scene di irruzioni armate, addestramento tattico o simulazioni belliche come strumenti educativi destinati a bambini e adolescenti.
La Costituzione assegna all’istruzione una funzione civile e democratica. La Legge 92 del 2019 sull’Educazione civica indica tra i suoi pilastri la promozione della pace, dei diritti umani e della risoluzione non violenta dei conflitti. Le Indicazioni Nazionali parlano di cittadinanza consapevole, dialogo e pensiero critico, non di militarizzazione dell’immaginario educativo.
La scuola deve aiutare a comprendere la complessità del mondo, non ad abituare alla violenza come linguaggio dominante.” La rimozione del post non chiude il problema sollevato. In un tempo attraversato da guerre, tensioni geopolitiche e profonde fratture sociali, ogni scelta comunicativa rivolta agli studenti produce un messaggio educativo preciso. La scuola deve restare uno spazio di conoscenza, confronto e responsabilità civile, non un luogo in cui la guerra viene resa accettabile attraverso le immagini.
Articolo precedente
Serie A, il pagellone di gennaio: l'Inter vola, il Como incanta e la Fiorentina sprofondaArticolo successivo
Su Rai Uno un successo la presenza di Picinisco nel programma Bar Centrale