Economia - Oggi, Primo Maggio, c'è poco da festeggiare per gli operai del più grande e importante stabilimento della Regione Lazio: centinaia di posti di lavori andati persi. Nell'ultimo decennio un'emorragia occupazionale di oltre 3.000 posti a fronte di sole 300 assunzioni, ed entro fine anno andranno via altre 250 tute blu
Oltre 500 posti di lavoro persi nell’ultimo anno tra Stellantis e indotto: l’occupazione cala sempre di più mentre aumentano a dismisura gli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione continua a decurtare in maniera inesorabile la busta paga degli operai che guadagnano in media 900 euro al mese a causa dei continui e del ricorso alla ‘solidarietà’. Anche quest’anno - anzi, verrebbe da dire: quest’anno ancor di più - all’ombra della millenaria abbazia di Montecassino c’è ben poco da festeggiare nel giorno della festa del lavoro. I cancelli dello stabilimento Stellantis sono chiusi dallo scorso 24 aprile e riapriranno solo la prossima settimana. Nel primo quadrimestre del 2024 la produzione è calata del 40%: se l’anno scorso al 30 aprile si contavano 14.000 vetture prodotte, quest’anno sono solo 8.000.
Per questo motivo lo scorso mese di marzo l’azienda ha dichiarato oltre 800 esuberi e ci sono state altre uscite volontarie: degli attuali 2.763 operai rimasti in fabbrica, entro fine anno ne andranno via 250 e il prossimo anno, con molta probabilità ci saranno altre uscite incentivate. Uscite che non saranno ricompensate da nuovi ingressi: nell’ultimo decennio, a fronte di circa 3.000 uscite - nel 2014 lo stabilimento contava oltre 5.000 dipendenti, alla fine del 2024 calerà a 2.513 - ci sono state solo 300 assunzioni. Nel 2017, quando partì la produzione del Suv Stelvio, furono assunti 832 interinali: dopo pochi mesi, però, 532 furono rimandati a casa e solo 300 vennero stabilizzati.
Sono anni, ormai, che nel pianeta dell’automotive, in quello che una volta era il motore dell’economia del Lazio Meridionale, il primo maggio c’è ben poco da festeggiare: si potrebbe ribattezzare ‘la festa del senza lavoro’. Perché se Stellantis ha i motori al minimo, significa che frena anche tutto l’indotto: sono oltre 300 i posti di lavoro andati persi nell’ultimo anno e all’orizzonte si intravede una nuova emorragia occupazionale, proprio per questo motivo nelle scorse settimane la Uilm, il sindacato più grande e rappresentativo all’interno della galassia Stellantis, è tornata a scioperare chiedendo la tutela per le maestranze.
Insomma, anche quest'anno una festa del lavoro senza nulla da festeggiare.
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