Racconti e Poesie - Oggi Francesca Messina ospita la poesia di Marco Grossi di Cassino
Lo scalo del mondo
Non cercarci nel cerchio d’oro della sfoglia,
nel mito pingue della sugna che fuma;
la verità ha il sapore della ruggine,
l’odore agro di un’attesa vana.
Siamo il grigio residuo sui binari,
ombre consunte che il silenzio mangia,
mentre il treno è un annuncio che non giunge
o un fischio perso in una nebbia stanca.
Attorno brulica il miraggio osceno:
luccicanze di seta in un bikini, l'unto del pollo che sfrigola al vetro,
festa mendace per occhi clandestini.
E noi, corpi provvisori in fila, fissi al solo idolo che ci resta: uno schermo interdetto,
un occhio cieco che non sa dirci se la corsa è desta,
o se restiamo qui, relitti umani, tra lo scalo del mondo
e i suoi inganni,
aspettando che un ferro
ci trascini dentro il vuoto
di tutti i nostri anni.
Marco Grossi (Cassino)
Articolo precedente
Centrodestra di Cassino: dopo il caffè tra Lega e FdI, Pacitti e Polidoro servono l'amaroArticolo successivo
Romano Nicolò Pigliacelli guida il cinema al Maccari