Montecassino, l'appello di Salera a 82 anni dalla battaglia: "Fermiamo la barbarie delle guerre"

Cronaca - Al Cimitero Polacco la memoria dei caduti del 1944 diventa un monito per la pace nei conflitti di oggi: il sindaco di Cassino unisce il ricordo del sacrificio di Anders alla diplomazia internazionale

Montecassino, l'appello di Salera a 82 anni dalla battaglia: "Fermiamo la barbarie delle guerre"
di autore Alberto Simone - Pubblicato: 18-05-2026 17:49 - Tempo di lettura 2 minuti

Sotto un cielo che unisce idealmente l'Italia e la Polonia, la mattinata del 18 maggio si conferma, come ogni anno, il momento in cui la memoria si fa carne e si trasforma in coscienza viva. Presso il Cimitero Militare Polacco di Montecassino, si è svolta la solenne cerimonia di commemorazione dell'82° anniversario della fine della storica e sanguinosa battaglia. Un anniversario che, nel contesto geopolitico attuale, assume un significato ancora più profondo e drammatico.

Nel suo discorso ufficiale, il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ha voluto tracciare un filo rosso tra il sacrificio dei giovani soldati del generale Władysław Anders nel 1944 e le tragedie che oggi consumano il mondo contemporaneo. Il primo cittadino ha rievocato con commozione quel 18 maggio di ottantadue anni fa, quando alle ore 10:20 la bandiera bianca e rossa polacca fu issata sulle macerie dell'Abbazia, ponendo fine a quella che è passata alla storia come la più grande e sanguinosa ba

ttaglia terrestre d'Europa.

Il sindaco ha dichiarato che quel gesto non rappresentò soltanto una vittoria militare, ma segnò la fine di una battaglia lunga e sanguinosa e l'inizio di una nuova speranza per l'Europa intera, citando anche i celebri versi della canzone I papaveri rossi di Montecassino, bagnati dal sangue dei caduti.

Il capo dell'amministrazione comunale ha poi richiamato le potenti parole incise sull'obelisco del sacrario, le quali ricordano come quei giovani donarono l'anima a Dio, i corpi alla terra d'Italia e i cuori alla Polonia, sottolineando come non si tratti di semplice retorica, ma del valore universale della libertà.

Un passaggio di forte impatto emotivo e intellettuale è stato il parallelismo tra la raccomandazione lasciata dai soldati polacchi ai visitatori, esortati a raccontare alla Polonia di essere caduti fedeli al suo servizio, e le riflessioni di Primo Levi dedicate ai visitatori di Auschwitz. Salera ha ammonito che ricordare è un dovere non solo per onorare il passato, ma soprattutto per orientare il futuro, poiché l’insegnamento della Storia, purtroppo, non è mai definitivamente acquisito.

Il cuore dell'intervento si è poi spostato sulla stretta attualità, di fronte a un mondo nuovamente scosso dai venti di guerra. Il primo cittadino ha menzionato esplicitamente la guerra in Ucraina, che dura ormai da quattro anni, il conflitto in Iran, la tragedia di Gaza e del popolo palestinese, e le tante altre zone di crisi del pianeta.

Da Cassino, Città Martire decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, si è levato un appello accorato e senza sconti affinché si fermi immediatamente la guerra e ogni insensata azione distruttrice, si torni al dialogo tra le nazioni e si difenda la pace con determinazione, anche quando appare difficile o impossibile. La cerimonia si è conclusa con il rinnovo dell'impegno collettivo a trasmettere questi valori alle nuove generazioni, perché onorare chi è caduto tra queste montagne significa, prima di tutto, fare in modo che quel sacrificio non sia stato vano.





Articoli Correlati


cookie