La memoria delle marocchinate sale sul palco: "Cinquant’ore" a Cassino e Coreno Ausonio

Cultura - Nella città martire grande successo in sala Restagno per l'opera con Olimpia Ferrara sulla vera storia di Maria Teresa Moretti. Sabato 23 maggio grazie a 'Paese Nuovo' si bissa nell'ex chiesa di San Sebastiano, nel comune del distretto del marmo, per non dimenticare gli orrori della guerra

La memoria delle marocchinate sale sul palco: "Cinquant’ore" a Cassino e Coreno Ausonio
di Redazione - Pubblicato: 20-05-2026 18:26 - Tempo di lettura 2 minuti

Il teatro si fa strumento di memoria storica, civile ed emotiva nel territorio del cassinate, riaprendo una delle pagine più dolorose e buie del secondo dopoguerra italiano. Lunedì 18 maggio, la sala Restagno del Comune di Cassino ha ospitato la prima cittadina di "Cinquant’ore", lo spettacolo teatrale scritto e interpretato dall’attrice Olimpia Ferrara con la regia di Giorgia Filanti.

Davanti a una sala gremita, la produzione ha raccontato in un modo nuovo e coinvolgente la vera storia di Maria Teresa Moretti, una donna di Esperia che, dopo essere stata vittima di uno stupro nel maggio del 1944, trovò il coraggio e il fondamentale sostegno del marito per andare a denunciare il tragico evento. Attraverso una narrazione intensa, l'opera ha accompagnato gli spettatori in un profondo percorso emotivo, suscitando una forte partecipazione collettiva.

L'evento di Cassino è stato realizzato grazie alla sinergia tra il Comune, l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, il movimento “Se non ora quando?” e il Salotto Orwell. La serata si è aperta con i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura, Gabriella Vacca, e l’intervento del Magnifico Rettore dell'Unicas, Marco Dell’Isola, i quali hanno concordato sull’importanza cruciale di promuovere iniziative culturali di qualità sul territorio. Subito dopo, Lina Argetta e Rosella Tinaburri hanno introdotto la messa in scena evidenziando l’alto valore artistico e soprattutto civile del testo.

Al termine della rappresentazione, l'assessore Gabriella Vacca ha voluto esprimere profonda commozione per l'opera ospitata in municipio: “Anche se il triste fenomeno delle marocchinate non interessò Cassino direttamente, le storie sconvolgenti legate a quella pagina buia della seconda guerra mondiale, ci toccano nel profondo, come persone e come cittadini. In un presente segnato da violenze e guerre praticamente in ogni parte del mondo, ricordare gli errori e gli orrori del passato può solo farci bene. Lo spettacolo realizzato da Olimpia Ferrara e diretto da Giorgia Filanti, ci ha emozionato, ci ha fatto riflettere. E siamo orgogliosi di averlo ospitato per la prima volta in municipio, nella sala Restagno, luogo sì istituzionale, ma anche spazio culturale e di divulgazione storica e sociale”.

A farle eco è stato il Direttore Generale dell'Unicas, il professor Alessandro Quarta, che ha focalizzato l'attenzione sull'attualità del messaggio teatrale: “In un tempo in cui la guerra torna ad abitare il linguaggio quotidiano con inquietante leggerezza, spettacoli come Cinquant’ore ci ricordano che ogni conflitto, prima ancora delle macerie, produce violazioni, disumanizzazione, traumi destinati ad attraversare generazioni. E allora comprendiamo quanto siano preziosi momenti come questo, costruiti grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, università e realtà culturali del territorio”. Il direttore ha infine rivolto i propri ringraziamenti all’Amministrazione Comunale, all’Assessore Vacca, alla professoressa Tinaburri, alla dottoressa Argetta e a tutti i sostenitori per aver contribuito con sensibilità, impegno e determinazione alla realizzazione di una iniziativa così intensa e necessaria.

Il viaggio della memoria di Cinquant'ore non si ferma qui, poiché lo spettacolo farà tappa anche a Coreno Ausonio sabato 23 maggio, alle ore 21, nella suggestiva cornice dell'ex chiesa di San Sebastiano. Promotore di questo secondo appuntamento è il gruppo civico “Paese Nuovo”, che ha fortemente voluto inserire l'evento nel calendario primaverile. Come spiegato dagli stessi ideatori dell'iniziativa, la scelta del periodo non è affatto casuale: “Abbiamo voluto organizzare questa iniziativa proprio a maggio, mese che a Coreno è storicamente dedicato alle celebrazioni della Liberazione”.

I consiglieri della lista civica, Marcello Stavole e Silvia Di Bello, hanno ricordato il pesante tributo pagato dalla comunità locale durante il passaggio del fronte, sottolineando l'importanza di non abbassare la guardia sulla divulgazione storica: “Il nostro paese ha subito pesantemente le atrocità della guerra nazifascista. Riteniamo fondamentale tenere sempre viva la memoria di ciò che è accaduto durante la Seconda guerra mondiale, attraverso lo studio della storia nazionale ma anche e soprattutto attraverso il racconto delle vicende che hanno riguardato i nostri genitori e nonni. Dobbiamo sapere cosa è successo sulle nostre montagne, nei vicoli del nostro paese e non dobbiamo permettere che si dimentichi quanta sofferenza ha portato l'occupazione nazifascista".

"Con il passare del tempo - concludono Di Bello e Stavole - i testimoni diretti stanno scomparendo ma in questo continuo lavoro di memoria, può esserci di grande aiuto il teatro, per questo siamo felici di ospitare Olimpia Ferrara che, con questo spettacolo, si concentra su un aspetto particolare del conflitto, cioè lo stupro e le sue dolorose conseguenze e invitiamo tutti a venire ad assistere a 'Cinquant'ore' e condividere un momento di riflessione individuale e collettiva sulla crudeltà della guerra”.


Gallery dell'articolo





Articoli Correlati


cookie