Politica - Il Consigliere provinciale diventa vice segretario di una nuova forza politica. Gli azzurri perdono un instancabile catalizzatore di voti in Ciociaria, proprio mentre si avvicina la complessa sfida delle Regionali
Quadrini saluta e se ne va, Forza Italia non ha voluto o saputo recuperarlo, e così perde un consistente bacino di voti ed un Consigliere provinciale.
Quadrini trova una sua dimensione, diventa vice segretario nazionale di un nuovo partito e può fare ciò che sa fare meglio degli altri, godere della assoluta libertà di movimento senza dover sottostare alle regole di un Partito. Si potrebbe definire un battitore libero ma sarebbe una definizione sbagliata, Quadrini ha sempre fatto il solista perché oggi non esistono più i Partiti con una struttura, con dei quadri, con un radicamento, e ciò che ha ottenuto l’ha conseguito solo con le proprie forze e la sua rielezione in Consiglio provinciale né è la dimostrazione. Quadrini ha scelto di essere libero in un nuovo partito che non è ancora visibile in alcun sondaggio.
Forza Italia ha fatto una scelta nel non recuperare Gianluca Quadrini, presto per dire se sia la scelta giusta, di certo ha perso un notevole bacino di voti ed ha perso uno che presidia il territorio in modo instancabile, ha perso uno dei pochi che nelle campagne elettorale diventa come un carro armato. Il futuro ci dirà se l’uscita di Quadrini consentirà nuovi ingressi o sarà destinata a rassegnarsi alla perdita di molti voti.
Al momento sembra regnare la bonaccia, sembra che tutto sia imbalsamato in attesa di qualche evento risolutore del quale non ne capiamo ancora quale sia.
Fra non molto si ritornerà a votare per le regionali e la Ciociaria, come sempre, è fortemente penalizzata da un sistema elettorale che ne penalizza fortemente la rappresentanza e Forza Italia avrà bisogno di un grande sforzo e di forze nuove per sperare di poter eleggere un Consigliere regionale che al momento è solo pura fantasia.
Forza Italia necessita di un grande slancio politico ed organizzativo e di una dirigenza politica che sia inclusiva e non esclusiva, che sia all’altezza del ruolo, altrimenti chi si candiderà nelle liste per le prossime regionali saranno solo gli agnelli sacrificali, e di questi tempi ne vedo pochi.
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