Opinioni - Per rifare il look al centro cittadino, il Comune si appresta a contrarre un mutuo ventennale da quasi 4 milioni di euro. Parliamo di denaro pubblico che vincolerà il bilancio comunale e le tasche dei cittadini di Cassino per i prossimi vent'anni. Parla la già candidata a sindaco, Maria Palumbo, esponente del PRC
di Maria Palumbo*
In questi giorni si è tornato a parlare del progetto di rifacimento di Piazza Labriola, con l'Amministrazione comunale che si autocelebra, blindando il progetto e dichiarando che non si tornerà indietro di un millimetro.
Viene spontaneo chiedersi se, in una fase storica ed economica così complessa, sia davvero questa la priorità assoluta per la città e se sia giusto affrontare un impegno di spesa così importante sulle spalle dei cittadini senza ammettere la minima interlocuzione sul punto.
Si investe sulla "vetrina" per le grandi occasioni, ma si continuano a lasciare indietro le periferie, i quartieri popolari e le frazioni, in uno stato di perenne abbandono. Strade dissestate, carenza di manutenzione ordinaria, illuminazione carente e servizi sociali ridotti all'osso: sono queste le vere emergenze quotidiane dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie di Cassino.
La rigenerazione urbana ha senso se migliora la qualità della vita di tutti, non se diventa uno spot elettorale a lungo termine. La bellezza di una città si misura dalla dignità che si restituisce ai suoi quartieri più fragili. Basta con la logica del "decoro di facciata", finanziato a debito. Cassino ha bisogno di investimenti sui servizi, sul lavoro, sulla casa e sulla manutenzione del territorio.
Il grande assente nel dibattito ultimamente e nei progetti che vengono presentati è il concetto di collettività. Non si apre alla discussione, non si valuta se quel progetto sia ancora davvero una esigenza attuale della città. La sensazione che più lascia l'amaro in bocca è l'atteggiamento di autosufficienza di questa Amministrazione e l'idea che, siccome ha vinto le elezioni, ogni sua scelta sia indiscutibile.
Ma amministrare non significa fare i monarchi del centro città. Il debito non è personale o della sola Amministrazione, ma di tutti noi. Allora, sarebbe il caso di porgere l'orecchio alla città, sentirne i desiderata e comprendere le esigenze attuali. Anche i cittadini che hanno sostenuto l'attuale Amministrazione potrebbero, ad esempio, non sentire come attuale questo progetto e magari preferirebbero un impiego diverso delle risorse di tutti.
L'attuale piazza ha già una veste dignitosa, basterebbe qualche intervento magari di pulizia più profonda, ma già oggi è funzionale e decorosa. Quattro milioni non piovono dal cielo, ma sono debiti che peseranno sulle tasche dei nostri figli e dei nostri nipoti per i prossimi vent'anni.
Vorremmo chiedere a questa Amministrazione se impiegherebbero le loro risorse personali e farebbero un debito, ad esempio, per rendere ricco e sfarzoso il salone delle loro case o per creare una cucina super moderna e super funzionale, per andare poi a dormire in stanze da letto buie, umide e magari con letti rotti. Un buon padre di famiglia non renderebbe prima dignitose anche le camere da letto prima di arricchire il resto facendo debiti?
Una cosa non corretta anche se detta con tono fermo non diventa una verità. Vedere blindato un progetto milionario a debito, senza accettare il minimo confronto o la minima modifica, non è fermezza, ma un atteggiamento arrogante. E i debiti del Comune, alla fine, li pagiamo noi.
*Già candidata a sindaco di Cassino ed esponente del PRC Frosinone
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