Cultura - Il chiosco-edicola di "Luca e Fabiola", sito in Piazza San Giovanni a Cassino, ha accolto la presentazione del nuovo libro di Cristian Marrocco, giovane autore e docente di materie letterarie. In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e impoverito nel dialogo, nella condivisione e nel confronto, spazi come l’Edicola diventano fondamentali
In un luogo come questo il rapporto diretto con i lettori torna ad essere centrale, si ascolta, si parla ci si guarda negli occhi, un modo semplice, ma prezioso, per recuperare quella dimensione umana che si rischia di perdere.
Cristian Marrocco sceglie questo spazio per restituire valore al dialogo diretto, presentando il suo nuovo libro che racconta l’arrivo di un gruppo di terrestri sul pianeta Gilgamesh, un mondo surreale dove bene e male si confondono e i protagonisti sono costretti a confrontarsi con le proprie paure e contraddizioni.
Un incontro, in cui i pubblico ha potuto partecipare e scoprire un’opera che unisce mito, fantascienza e profonde riflessioni sulla natura umana. Marrocco spiega che la scelta nel nome non è casuale, l’antica epopea di Gilgamsh è per lui un ponte tra passato e presente, un richiamo a non dimenticare le nostre origini in un’epoca dominata dalla tecnologia conflitti e smarrimento identitario.
Nel romanzo, la stessa dualità bene/male emerge come tensione interna ad ogni individuo "una lotta che abita ciascuno di noi", afferma l’autore. La suspense e il ritmo incalzante seguono le emozioni dei personaggi, alternando momenti di tensione e pause di riflessione.
Cristian racconta che il suo scopo è spingere il lettore ad abbracciare il fascino dell’ignoto, mediante un’ambientazione surreale per alimentare il desiderio di esplorare i confini della mente e dell’universo. La stessa fantascienza è una via privilegiata verso i grandi quesiti esistenziali.
Citando Jules Verne, ricorda al pubblico che non è la scienza a essere pericolosa, ma chi la utilizza per il male. In questo piccolo chiosco, tra giornali, voci e sguardi, la lettura torna a essere un’esperienza meravigliosa e soprattutto condivisa, e da spazi come questo che può ripartire il bisogno di ascoltarsi, capirsi e immaginare un mondo migliore.